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Borse giù: adesso anche l’Europa dell’Est fa paura, frecciata da Moody’s

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Dopo un avvio in territorio positivo, le Borse europee imboccano la strada dei ribassi, mentre anche i future a Wall Street sembrano anticipare un avvio in frenata Oltreoceano. In tarda mattinata Non si allentano le tensioni sulla crisi del debito sovrano. Se il presidente della Fed Ben Bernanke ha detto che si potrebbero rendere necessari nuovi interventi per stimolare l’economia, tocca ai ministri delle Finanze della zona euro raccogliere il monito: si incontrano oggi a Bruxelles e dovranno fare i conti con le pressioni per un aumento del fondo di emergenza per salvare i paesi membri in difficoltà rispetto agli attuali 750 miliardi di euro.
Un appello a incrementare la dotazione del fondo arriverà dal Fondo monetario internazionale, in base a un documento ottenuto dall’agenzia Reuters. Il direttore generale del Fondo, Dominique Strauss Kahn, parteciperà oggi alla riunione dei ministri Ecofin e presenterà un rapporto da cui emerge che il fondo dovrebbe essere di dimensioni maggiori e che la Bce dovrebbe incrementare gli acquisti di titoli di Stato.
Nei giorni scorsi gli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce hanno aiutato a calmare i mercati, ma le tensioni legate alla situazione del debito dell’area euro sono ben lontane dall’essere risolte. In un intervento sul Financial Times il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e il premier lussemburghese, Jean Claude Juncker, chiedono l’emissione di titoli del debito europei, E-bonds, per sancire l’irreversibilità dell’euro.
Come se non bastasse a far riemergere nuove preoccupazioni ci ha pensato stamattina Moody’s. Questa mattina i “tiratori scelti” dell’agenzia di rating hanno abbassato di due gradini il rating sul Paese a Baa3. Si tratta del più basso gradino nella scala dell’investment grade, mentre l’outlook è stato confermato negativo. La decisione di Moody’s segue quella di Standard & Poor’s e Fitch. Ma è quanto basta per far accendere l’allerta anche sulla solidità delle economie dei Paesi dell’Est europa.
Che l’economia dell’Ungheria fosse vulnerabile a causa dell’alto indebitamento in moneta estera non è una novità. Col passare dei mesi la situazione di difficoltà in cui versa il Paese però non è rientrata e adesso le preoccupazioni sulla reale efficacia delle misure portate avanti dal governo sono diventate maggiori. Tanto che secondo gli analisti non saranno abbastanza per incidere una svolta a Budapest. E anche il sistema bancario potrebbe risentirne. Una ipotesi che riporta sotto pressione le banche sui listini.

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