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Borse europee: si spegne l’euforia, Piazza Affari è la peggiore su voci taglio Moody’s

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A poco più di un’ora dalla chiusura le principali Borse europee hanno bruscamente interrotto i rialzi registrati nel corso della seduta, invertito rotta e lasciato spazio alle perdite. A iniziare la marcia ribassista, appesantita dai bancari, è stata proprio Piazza Affari.

Al termine delle contrattazioni il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,5% a 15.644,36 punti, indossando così la maglia di peggior listino del Vecchio continente. A poca distanza l’Ibex 35 spagnolo (-2,27%). Segno meno anche per Cac 40 (-1,12%), Psi 20 (-1,19%) ed Eurostoxx 50 (-1,14%). La pressione dei venditori è stata invece minore per l’Aex olandese (-0,58%) e il Dax (-0,51%).

Immediata anche la reazione del cambio euro/dollaro che ora viaggia in ribasso a 1,2857 dopo essersi spinto stamattina oltre quota 1,30. Sul fronte obbligazionario il differenziale di rendimento tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco sale a 320 punti base, in rialzo rispetto ai 305 punti base della prima parte di seduta. Il rendimento del bond decennale italiano è pari al 4,56%.

Un cambio repentino di passo da imputare a due motivazioni. Le dichiarazioni all’agenzia Reuters del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo cui il piano di ristrutturazione delle banche di Cipro potrebbe rappresentare un format standard da utilizzare per risolvere i problemi per il sistema finanziario dei Paesi  dell’Eurozona.

Non solo, a innescare la spirale ribassista anche i rumors secondo cui Moody’s riduca il rating sull’Italia a causa dell’incerto scenario politico. Attualmente l’agenzia statunitense ha un rating a Baa2 sul debito italiano (due livelli sopra quello “junk”) e ha il merito creditizio più basso sulla Penisola tra le tre principali agenzie. “Stanno circolando questi rumors tra le varie agenzie, e lo vediamo soprattutto dall’andamento dei maggiori titoli bancari italiani sospesi per eccesso di ribasso, soprattutto Intesa e Unicredit” afferma Vincenzo Longo, market strategist di IG.
La decisione di Moody’s sul nostro rating, aggiunge Longo, potrebbe essere dettata dal fatto che lo scenario politico del nostro Paese rimane troppo incerto. Rimane per adesso solo un’indiscrezione che  sta circolando velocemente tra i vari desk operativi, ma in realtà è “abbastanza inverosimile questa decisione, nel senso che questa mossa potrebbe arrivare solo dopo che il leader del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, si pronuncerà di fronte a al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e dichiarerà appunto se ci sono i margini per formare un Governo più o meno stabile e in grado di raggiungere degli obiettivi”. “E’ prematuro – afferma Longo –  parlare di un taglio del rating quando ancora non si sa se effettivamente avremo un governo stabile”.
Moody’s non commenta le voci di mercato“. Questa la replica dell’agenzia di rating in scia alle indiscrezioni secondo cui sarebbe pronta a declassare nuovamente l’Italia.

E dire che l’ottava era iniziata nel migliore dei modi, con le Piazze finanziarie europee in festa per il via libera al piano di aiuti da parte della Troika per 10 miliardi di euro, che evita così il fallimento dell’isola e la sua uscita dalla zona euro. L’accordo raggiunto tra il presidente cipriota Nicos Anastasiades e la triade Bce, Fmi e Ue riguarderà una drastica ristrutturazione del sistema bancario, in particolare delle due principali banche del Paese, Laiki e la Bank of Cyprus.