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Borse europee si portano in parità, a Milano bancari protagonisti

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Andamento contrastato per l’azionario di Eurolandia che prova a recuperare terreno dopo il nuovo selloff dei listini asiatici (-6,42% per Shanghai, -2,35% per Tokyo). A determinare l’andamento dei listini è il greggio che, smaltite le vendite iniziali, al momento vede il future con consegna marzo sul Brent salire dell’1,21% a 30,87 dollari il barile.

La risalita è riconducibile alle parole pronunciate da Nawal al-Fuzaia, rappresentate per il Kuwait presso l’Opec. Secondo al-Fuzaia, l’Opec è pronta a “cooperare” per stabilizzare i prezzi. Il Cartello “vuole cooperare con i produttori al di fuori del gruppo” anche se questi “dicono di voler collaborare e poi non lo fanno”. Indicazioni sostanzialmente positive per i prezzi arrivano anche dai dati sulle importazioni cinesi, salite dell’8,8% nel 2015 a 335,5 milioni di tonnellate. Il dato relativo dicembre, hanno fatto sapere le autorità doganali, ha evidenziato un +9,3%.

A Londra il Ftse100 segna un calo dello 0,28%, il Dax quota piatto, il Cac40 sale dello 0,09% e l’Ibex avanza dello 0,4%. A Francoforte spicca il +7,71% di Siemens dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Il primo quarto dell’anno fiscale 2016 (da ottobre a dicembre 2015) ha segnato una crescita degli utili del 42% a 1,557 miliardi di euro da 1,095 dello stesso periodo dell’esercizio precedente. I ricavi si sono attestati a 18,891 miliardi di euro da 17,415 (+8%).

A Piazza Affari il Ftse Mib segna un +0,68% e si porta a 18.769 punti grazie a un comparto bancario in cui l’unica nota stonata è rappresentata da Mps (-4,55%). Andamento speculare per Ubi (+5,92%), Banco Popolare (+4,84%), UniCredit (+2,19%) e Intesa (+1,29%). Denaro anche su Fiat Chrysler Automobiles (+3,86%) alla vigilia dei risultati 2015. Contrastati i titoli del calcio dopo la notizia dell’indagine su 64 tra presidenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B (-0,75% per il titolo Juventus, +1,14% per la SS Lazio e +0,44% per l’AS Roma).