Borse europee: seduta positiva per Milano e Madrid, spread in calo

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 12/02/2013 - 18:42
Poco mossi gli indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,10%, lo S&P500 dello 0,05% mentre il Nasdaq Composite evidenzia un frazionale ribasso dello 0,02%. Forte incertezza tra gli investitori in attesa del discorso sullo stato dell'Unione del presidente Barack Obama di stasera. Inevitabilmente il tema più interessante per l'economia sarà quello relativo ai tagli automatici alla spesa pubblica che verranno introdotti il 1 marzo. Riteniamo, tuttavia, che Obama possa escludere questo argomento scomodo trattando solo i temi del mondo del lavoro e dello stato dell'economia. Positive le Borse Europee grazie alle incoraggianti aste in Italia e Spagna che hanno mostrato dei bid to cover ratio consistenti. Significativi movimenti sul Forex dopo che Draghi ha ribadito che non esiste una guerra valutaria e che nel mandato della BCE non c'e' il controllo dei cambi ma la stabilità dei prezzi.

Italia: FTSE Mib dopo avvio negativo recupera e chiude in verde
A Piazza Affari dopo un avvio in calo il FTSE Mib è riuscito a virare in terreno positivo e chiudere la seduta in rialzo (+0,69% a 16644 punti). La tenuta dei supporti compresi tra 16250 e 16350 è da interpretare come un primo segnale di reazione dopo i recenti ribassi. Per allentare ulteriormente le tensioni l'indice italiano dovrà superare le resistenze situate a 16800, oltre alle quali si creerebbero i presupposti per un allungo in direzione dei target a 17075 e 17300. Sul fronte societario forti acquisti su BPM sul cambio di governance. Crolla Finmeccanica dopo l'arresto del presidente e amministratore del gruppo, Giuseppe Orsi, per corruzione internazionale (tangenti).

Valute: euro/dollaro pressione a resistenza a 1,3460, Draghi ribadisce che BCE non ha intenzione di controllare i cambi
La diminuzione delle tensioni sui debiti dell'Europa periferica dopo le aste di Spagna e Italia, i commenti dei paesi del G7 sui tassi di cambio (determinati dalle dinamiche di mercati) e le parole di Draghi (non è nel mandato della BCE il controllo dei cambi) hanno sostenuto la moneta unica sui mercati valutari. L'euro/dollaro e' salito fino a mettere pressione alla resistenza a 1,3460 minimi del 5 febbraio per poi scendere in area 1,3430. Sarà proprio il superamento di 1,3460 la condizione necessaria per riattivare la spinta rialzista e permettere al cross di allungare a 1,3510 (proiezione del trading range evidenziato nelle ultime 3 sessioni) e 1,3530 (50% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai picchi di febbraio a 1,3711). Segnali negativi, invece, arriveranno con il cedimento del supporto a 1,3350, preludio per un possibile affondo fino a 1,33.

Macro: pochi dati di particolare rilevanza
Sul fronte macro, non ci sono state cifre di particolare rilevanza.

Titoli di Stato: bene domanda nelle aste in Spagna e Italia, spread in calo
Asta discreta per il Tesoro Italiano. L'agenzia è riuscita a collocare 8,5 mld di euro in BOT a 12 mesi con un rendimento in crescita dallo 0,864% all'1,094%. Consistente il bid to cover ratio all'1,38. Bene anche l'asta in Spagna. L'agenzia del Tesoro del paese iberico è riuscita a collocare 5,57 mld di euro in letras a 6 e 12 mesi. Rendimenti contrastati (6m in calo dallo 0,888% allo 0,859%, 12m in crescita dall'1,472% all'1,548%). Bid to cover ratio in calo ma sempre consistenti (6m al 2,9, 12m al 2). Aste nel complesso positive. I mercati già scontavano rendimenti in crescita, abbastanza positiva è stata la domanda che ha mostrato l'interesse degli investitori sui titoli del debito dell'Europa periferica.

Dopo l'esito del collocamento spagnolo e italiano diminuiscono gli spread. Lo spread btp/bund scende ben al di sotto dei 300 pb a 285 pb con il rendimento del decennale al 4,49%. Ora i riflettori sono puntati sull'asta di domani quando il Tesoro italiano collocherà titoli a medio termine.

Commodity: oro poco mosso. In rialzo il petrolio
Tra le commodity, in crescita il petrolio (WTI) a 97,60 dollari al barile. Poco mosso l'oro a 1648 dollari l'oncia.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG
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