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Borse europee positive, Milano la migliore. Rimbalza il comparto bancario

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Viaggiano in territorio positivo le Borse europee dopo un inizio incerto, gravato dalle maxi perdite accumulate nelle ultime sedute. La paura di una ricaduta in recessione è stata alimentata dai recenti dati macroeconomici e dal taglio delle stime di crescita Usa da parte dei maggiori broker. JP Morgan, Citigroup e Goldman Sachs hanno infatti rivisto al ribasso le loro previsioni sul Pil statunitense per il terzo e il quarto trimestre dell’anno in corso. Questa mattina Deutsche Bank ha invece tagliato le stime di crescita 2012 dell’Eurozona a +0,8% dal +1,5% indicato in precedenza. Oggi, però, sono tornati gli acquisti a portare un po’ di sereno sulle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente: Francoforte guadagna lo 0,30%, Parigi l’1,40%, Londra l’1,25%, Madrid l’1,15%. Piazza Affari è la migliore d’Europa: l’indice Ftse Mib guadagna il 2,50% a 14.970 punti, mentre il Ftse All Share avanza del 2,35% a quota 15.780.
 
Il listino meneghino, che la scorsa settimana aveva lasciato sul parterre oltre 8 punti percentuali, è trainato dalle società che potrebbero maggiormente beneficiare di una possibile stabilizzazione del quadro politico in Libia (Eni +5,29% a 13,14 euro, Ansaldo Sts +5,10% a 5,96 euro) e dal rimbalzo del comparto bancario. Ubi Banca guadagna infatti il 3,86% a 2,69 euro, Intesa SanPaolo il 2,65% a 1,16 euro, Unicredit il 2,17% a 0,919 euro, Monte dei Paschi il 2,11% a 0,449 euro, Banco Popolare il 2,04% a 1,20 euro. L’istituto di piazza Cordusio è finito sotto i riflettori in scia ad alcune indiscrezioni di stampa russe, secondo cui la banca guidata da Ghizzoni starebbe pensando di cedere la filiale russa della controllata Pioneer.
 
Sul fronte politico sarà una settimana calda. In Italia la manovra aggiuntiva da 45 miliardi di euro approderà domani alle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato, mentre in Europa prosegue la querelle sugli eurobond. Venerdì scorso Olli Rehn aveva aperto uno spiraglio per gli eurobond, che avevano trovato un secco “no” al vertice franco-tedesco. Ieri Angela Merkel è tornata a ribadire il suo a questi strumenti finanziari definendoli come “esattamente la cattiva strada da prendere.