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Borse europee positive, Milano in sostanziale parità

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La risalita del greggio (Brent a ridosso dei 35 dollari) spinge i listini azionari di Eurolandia. Lieve segno più per il Cac40 e il Dax (+0,1% e +0,24%) e guadagni più consistenti per il listino spagnolo (+0,85%) e per quello britannico (+1,11%). Algeria, Iran, Iraq, Nigeria e Venezuela sono favorevoli a un meeting di emergenza dell’Opec allargato anche ai Paesi che non fanno parte del Cartello. È quanto ha dichiarato Eulogio del Pino, Ministro del Petrolio venezuelano. Oggi il Ministro è in visita in Qatar, il Paese a cui nell’anno corrente è stata assegnata la presidenza dell’Opec.

Le previsioni d’inverno della Commissione Europea indicano prospettive generali di crescita sostanzialmente invariate dall’autunno “anche se aumenta il rischio che, soprattutto a causa di fattori esterni, la crescita risulti inferiore a quanto anticipato”. Nella zona euro il Pil dovrebbe far segnare un +1,7% quest’anno (dall’1,6% dello scorso anno) per attestarsi all’1,9% nel 2017. L’ulteriore discesa dei prezzi del petrolio condiziona l’andamento dell’inflazione, vista allo 0,5% nel 2016 (dimezzato rispetto al +1% precedentemente stimato da Bruxelles)

Mario Draghi ha invece puntato il dito contro le forze dell’economia globale che cospirano nel tenere bassa l’inflazione. “Ci sono forze nell’economia globale che cospirano nel tenere l’inflazione bassa”, ha dichiarato il governatore della Banca centrale europea In un discorso tenuto alla conferenza Suerf organizzata da Bundesbank. “Queste forze potrebbero rallentare il ritorno dei prezzi al consumo verso il nostro obiettivo (la soglia del 2% ndr). Ma non c’è ragione per cui queste forze debbano condurre a un’inflazione permanentemente più bassa”.

In scia del calo del greggio, nel quarto trimestre 2015 gli utili di Royal Dutch Shell (+4,68%) hanno fatto segnare una contrazione del 56% a 1,8 miliardi di dollari. Il dato, in linea con le stime, porta il totale annuo a 3,8 miliardi, l’80% in meno rispetto al 2014. Daimler (-4,16%) è invece penalizzata dall’outlook e il Credit Suisse (-11%) crolla in scia di una perdita netta di 2,9 miliardi di franchi (contro l’utile di 1,9 miliardi del 2014).

Sostanziale parità per il Ftse Mib a 17.399 punti. Andamento altalenante per il comparto bancario dove Mps perde l’1,1%, il Banco Popolare scende dello 0,75%, la Popolare di Milano è invariata, Intesa Sanpaolo sale del 3% e Unicredit scende di un punto percentuale. -2,04% per Generali, Citigroup ha tagliato il target price da 19,5 a 12 euro, e +4,08% per Mediaset dopo che Pier Silvio Berlusconi ha dichiarato che la raccolta pubblicitaria a gennaio presenta un segno più e anche per febbraio le prime indicazioni appaiono positive.