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Borse europee positive in scia degli indici Pmi, rally per Commerzbank

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Seduta in crescendo per i listini europei. Partite deboli in scia delle indicazioni arrivate da Pechino, le piazze azionarie del Vecchio continente hanno capitalizzato l’andamento degli indici Pmi, quelli che misurano il sentiment dei direttori degli acquisti. Nel mese di ottobre il dato relativo il comparto manifatturiero di Eurolandia si è confermato sopra la fatidica soglia dei 50 punti (che separa espansione e recessione dell’attività economica) salendo da 52 a 52,3 punti. Indicazioni rialziste anche dalle parole di Ewald Nowotny che nel corso di un’intervista ha confermato l’ipotesi di un incremento degli stimoli da parte della Bce. “La Bce deve agire […] non ci sono ancora decisioni, ci sono discussioni”, ha detto il membro del board dell’Eurotower e banchiere centrale austriaco.

A livello di singole performance, focus sui conti dei bancari. -1,3% per HSBC Holdings che, a fronte di una crescita dell’utile netto del 52,5% a 5,23 miliardi di dollari, ha visto il fatturato “ajdusted” scendere del 4% a 14,04 miliardi di dollari. Segno più invece per Bankia, che ha terminato il Q3 con un utile netto di 300 milioni di euro (in linea con i 299 milioni di un anno fa e di poco superiore ai 295 milioni stimati dagli analisti), e rally di Commerzbank (+6,74%) che nonostante conti sotto le stime capitalizza due annunci: il primo dividendo in otto anni e l’addio da parte del Chief Executive Martin Blessing. +2,37% per Ryanair che nel secondo trimestre ha visto i profitti salire a 843,1 milioni di euro, contro i 598,2 milioni registrati nell’analogo periodo del 2014. In questo contesto il Dax segna un +0,86% mentre l’accoppiata formata da Cac40 e Ibex sale dello 0,4%. Debole il Ftse100 (-0,4%) mentre il Ftse Mib sale dello 0,42% a 22.536,9 punti.

Sul listino milanese acquisti sulle le utility dopo che l’Autorità per l’energia elettrica ha pubblicato il secondo documento di consultazione relativo allo schema di remunerazione (+3,9% per Snam, +2,6% di Terna, +1,43% di Enel). Ancora acquisti su Telecom Italia (+1,6%) mentre Eni arretra dello 0,6% in scia della bocciatura da parte di Morgan Stanley a “underweight”.