Borse europee poco mosse prima dei dati lavoro Usa. Spread Btp-Bund a 162 punti dopo Draghi

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 04/04/2014 - 10:10
L'ultima seduta della settimana prende il via in territorio moderatamente positivo per le principali Borse europee che sono alla finestra in attesa delle indicazioni che arriveranno nel pomeriggio dai dati del mercato del lavoro americano. Secondo le attese degli analisti dovrebbero giungere dei segnali positivi dalle nonfarm payrolls: è infatti prevista la creazione di 200 mila posti di lavoro nel settore non agricolo, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 6,6% dal 6,7% di febbraio.
A metà settimana era stato diffuso il sondaggio ADP di marzo che ha evidenziato la creazione di 191 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato, in rialzo rispetto ai 178 mila del mese precedente. Il dato è lievemente inferiore alle attese che avevano indicato la creazione di 195 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato.

Intanto sui mercati continuano a tenere banco le parole del presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi. E' vero ieri l'Eurotower non ha ritoccato i tassi che sono rimasti fermi allo 0,25% ed è vero anche che non sono state varate misure straordinarie per contenere le preoccupazioni sul fronte della deflazione. Ma gli annunci sono stati forti: Draghi ha ribadito che la Bce è pronta ad agire se necessario, implementando misure non convenzionali. Tra queste, anche la possibilità di un quantitative easing, ossia di un piano di acquisto di bond. I tempi dell'intervento non sono stati annunciati. 
Che l'annuncio di un quantitative easing all'europea fosse nell'aria si era compreso dopo l'apertura di Jens Weidmann, governatore della Bundesbank e membro del board della banca centrale europea. Weidmann ha dichiarato che i tassi di interesse negativi potrebbero essere utili per ridurre la forza dell'euro e che tra le opzioni potrebbe anche essere preso in considerazione un piano di allentamento quantitativo.

"Nonostante si sia discusso di un taglio dei tassi, la Bce ha preferito non agire. La decisione, a nostro avviso, è stata strategica. Una simile decisione non avrebbe sicuramente appagato gli operatori e gli effetti sull'economia sarebbero del tutto scarsi, visti i tagli degli ultimi anni - afferma Vincenzo Longo, market strategist di IG - La Bce potrebbe preferire attendere un peggioramento delle condizioni macroeconomiche per intervenire con misure più incisive, come un quantitative easing. A tal proposito, Draghi ha fatto sapere che sarà del tutto diverso rispetto a quello della Federal Reserve. Crediamo che le differenze potrebbero riguardare il timing di intervento (non mensile come per la Fed) e la natura degli asset oggetto di acquisto (prestiti alle imprese in luogo dei mutui cartolarizzati e dei titoli di Stato)".

In questo scenario le Borse europee si muovono positivamente. A Parigi il Cac40 sale dello 0,11%, mentre il Dax segna una crescita dello 0,14%. A Londra l'indice Ftse 100 segna un +0,36%. Intonazione positiva anche per Piazza Affari, dove il Ftse Mib si mantiene sopra i 22 mila punti e guadagna lo 0,23%. La mossa di Draghi sta impattando positivamente sullo spread Btp-Bund. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi viaggia a 162,3 punti base, mentre il rendimento del Btp decennale è al 3,237%. 
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