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Borse europee piatte in attesa del d-day della Bce

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Le borse europee chiudono in sostanziale parità alla vigilia dell’attesissimo meeting della Banca centrale europea. Con l’inflazione tornata allo 0,5% (ottavo mese consecutivo sotto la soglia del punto percentuale), i mercati stimano (e probabilmente hanno già prezzato) un taglio del tasso di rifinanziamento e di quello sui depositi nell’ordine di 10-15 punti base dall’attuale 0,25-0%.

In aggiunta, potrebbe essere annunciato l’acquisto di Abs (Asset-backed security) o di bond sovrani. L’ipotesi più probabile è però rappresentata da un nuovo piano di prestiti a lungo termine alle banche (Ltro, Long term refinancing operation) che, sulla scorta di quanto fatto in Gran Bretagna, potrebbe essere condizionato alla concessione di prestiti a famiglie e imprese.

Chiusura in lieve territorio negativo per Ftse100 (-0,26%) e Ibex (-0,2%) che si sono rispettivamente fermati a 6.818,63 e 10.755,6 mentre Cac40 e Dax (-0,06% e +0,07%) hanno terminato sostanzialmente piatti a 4.501 e 9.926,67.

A livello di singole performance, +1,16% per Bnp Paribas nonostante Standard & Poor’s abbia deciso, in attesa dei risultati delle indagini delle autorità statunitensi, di porre il rating di lungo termine “A+” in “creditwatch negativo”. Stando alle indiscrezioni, all’istituto francese potrebbe essere comminata una multa di 10 miliardi di dollari a causa della violazione delle sanzioni imposte dagli Usa a Iran, Sudan e Siria.

In agenda macro i dati europei relativi fiducia del settore dei servizi (da 53,5 a 53,2), prezzi alla produzione (-0,1% m/m) e Pil del primo trimestre (+0,2%). Numerosi anche i dati arrivati dagli Stati Uniti. Ha aperto le danze la stima sulle buste paga del settore privato elaborata dalla società Adp (+179 mila), è stata poi la volta della bilancia commerciale (-47,2 mld) e dell’Ism servizi (56,3 punti).