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Borse europee in rosso, timori per i venti di guerra in Siria. Piazza Affari peggiora

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E’ durato pochi minuti il tentativo di rimbalzo di Piazza Affari, che ieri aveva pagato i timori di una crisi di Governo. Timori che restano intatti soprattutto alla vigilia di un delicatissimo Consiglio dei Ministri che dovrà sciogliere il nodo Imu sulla prima casa. E a pochi giorni dall’esame della Giunta per le immunità per quanto riguarda la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Oggi però le vendite sono partite dall’Asia, dove le Borse più colpite sono state quelle di Manila e Giacarta, e si sono estese a tutti i listini continentali.

Secondo la maggior parte degli analisti, la paura che serpeggia oggi sui mercati è legata all’escalation della crisi siriana. Ieri i media britannici parlavano apertamente di un attacco imminente mentre in serata John Kerry, il segretario di Stato Usa, ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno la certezza  che il regime di Assad ha colpito con armi chimiche”. Parole che sembrano confermare un intervento militare contro la Siria.

In queste ore si assiste però ad uno scontro con la Russia, contraria all’intervento militare contro Damasco. Da Mosca si parla di pretesti per aggirare il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite che potrebbero avere conseguenze catastrofiche per il Medio Oriente e il Nord Africa.

La situazione è quindi rovente e si riflette sui mercati azionari: a Londra il Ftse 100, dopo la chiusura per festività, cede lo 0,9%, a Francoforte il Dax lascia sul parterre l’1,5%, a Parigi il Cac 40 arretra dell’1,5%, a Madrid l’Ibex perde l’1,6%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib, dopo un avvio positivo, ha virato in territorio negativo e ora lascia sul parterre oltre 1,5 punti percentuali in area 16.700 punti.