Borse europee in rosso su stallo negoziati su fiscal cliff

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Il prolungarsi delle trattative sulla risoluzione negli Stati Uniti del “fiscal cliff”, il precipizio fiscale, condiziona l’umore dei listini europei che aprono la seduta odierna in leggero ribasso. A pesare sono soprattutto le esternazioni di ieri sera di Harry Reid, leader dei conservatori al Senato Usa.

Parlando ai giornalisti a Washington Reid ha dichiarato che sono stati fatti “pochi progressi con i Repubblicani” nei negoziati per scongiurare il precipizio fiscale alla fine dell’anno. La reazione della Casa Bianca non si è fatta attendere. Il portavoce Jay Carney ha negato che le trattative sono in stallo, sottolineando che si sta continuando a trattare. Sebbene le negoziazioni siano partite bene, ora sembrano essersi già arenate in scia alle differenti posizioni portate avanti da democratici e repubblicani. “Al momento non sembra che nessuna delle due parti sia intenzionata a trovare un compromesso – affermano da IG – La nostra sensazione, comunque, rimane che entro fine anno un accordo verrà trovato per evitare che la più importante economia mondiale finisca in recessione”.

Il tema del ‘fiscal cliff’ è stato affrontato ieri anche dall’Ocse. Se il precipizio fiscale negli Usa non fosse evitato potrebbe spingere l’economia globale, già poco dinamica, in recessione. E Ieri l’accordo sulla Grecia è stato offuscato proprio dagli avvertimenti lanciati nel nuovo outlook dell’Ocse. Secondo l’organizzazione di Parigi, la crescita dell’economia globale rimarrà “esitante e diseguale” nei prossimi due anni. Per l’Italia l’organizzazione parigina prevede un Pil sotto zero per altri due anni, con il rischio nel 2014 di una nuova manovra correttiva.
 
In questo quadro i listini europei si muovono in territorio negativo. Poco dopo le 10.30 il Cac40 perde lo 0,57% a 3.482 punti, mentre il Dax cede lo 0,24% a 7.314 punti. In rosso anche il Ftse100 che registra un -0,37% a 5.778 e il Ftse Mib che lascia sul terreno lo 0,53% a 15.398,3 punti. La Piazza finanziaria peggiore in Europa è quella di Madrid che registra una contrazione superiore all’1%.