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Borse europee in rosso, Piazza Affari la peggiore. Forti vendite sulla galassia Agnelli

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Viaggiano in rosso le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente in scia alla chiusura incerta di Wall Street e allo scivolone di Tokyo (Nikkei -1,25% sotto 9.000 punti), che ha pagato il dato deludente sulle esportazioni di luglio, scese del 3,3% complice la forza dello yen. I mercati non sono rimasti soddisfatti dal vertice franco-tedesco di martedì, che ha chiuso la porta agli eurobond e all’incremento del Fondo salva Stati. Levata di scudi delle banche d’affari verso la proposta formulata da Merkel e Sarkozy di tassare le transazioni finanziarie, la cosiddetta “Tobin Tax”.


Questa mattina Morgan Stanley ha tagliato le stime di crescita economica a livello globale, aumentando le paure di un nuovo tuffo in recessione. Gli analisti della banca d’affari Usa prevedono per l’intero 2011 una crescita del Pil pari al 3,9%, in flessione rispetto al +4,2% stimato in precedenza. Per il 2012 le previsioni scendono al +3,8% dal precedente +4,5%. Le prime dieci nazioni a livello internazionale, sempre secondo Morgan Stanley, dovrebbero crescere dell’1,5% nel 2011 rispetto al +1,9% della stima precedente. Per il 2012 la crescita dovrebbe attestarsi al 2,4%. Il broker ha sottolineato che il motivo principale del declassamento è da ricercarsi nella crisi debitoria in Europa e negli Stati Uniti.

E’ servito quindi a poco la conferma di Standard & Poor’s sul rating tripla A della Francia. Le vendite si fanno sentire a Francoforte (Dax -1,40%), a Parigi (Cac 40 -1,45%), a Londra (Ftse 100 -1,05%) e a Madrid (Ibex 35 -1,20%). La maglia nera spetta a Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib cede l’1,72% a 15.676 punti, mentre il Ftse All Share arretra dell’1,62% a quota 16.454. Sul listino milanese da segnalare la debolezza della galassia Agnelli: Fiat Spa lascia sul parterre il 4,92% a 4,67 euro, Fiat Industrial il 3,84% a 6,75 euro, Exor il 3,56% a 16,25 euro. Sono giorni difficili per il Lingotto che risente ancora delle notizie arrivate da Stati Uniti e India.


Il responsabile del brand Fiat negli Stati Uniti, Laura Soave, ha infatti dichiarato ad inizio settimana che la 500 potrebbe mancare il target di 50 mila unità di vendite nel 2011 a causa di ritardi nell’apertura di alcuni dei 130 dealer scelti. “Non ci sorprende – hanno rimarcato gli analisti di Equita – ma nel complesso l´impatto è comunque modesto sia per Fiat che per Chrysler”. Sul fronte indiano il presidente di Tata Motors, Ratan Tata, ha dichiarato che circa metà dell’investimento nella joint venture con Fiat è andata persa. Ratan Tata ha inoltre auspicato di poter rinegoziare i termini contrattuali con il Lingotto.