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Borse europee in parità, focus sulle notizie in arrivo da Londra

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Chiusura contrastata per le borse europee in vista delle tensioni in arrivo da Londra, dove da un nuovo sondaggio di YouGov è emerso che i Tories di Theresa May potrebbero perdere la maggioranza dei seggi in Parlamento alle prossime elezioni politiche.

Il listino della City, il Ftse100, ha terminato a 7.519,95 punti (-0,09%), il Dax a 12.615,06 (+0,13%), il Cac40 a 5.283,63 (-0,42%) e l’Ibex a 10.880 (+0,03%). Rosso di un punto percentuale per il comparto energetico, fiaccato dal -3,5% del Brent (50,4$/barile) in scia della notizia dell’incremento della produzione libica che, insieme agli altri Paesi non aderenti all’intesa sui tagli produttivi (Nigeria e Stati Uniti su tutti), potrebbe vanificare le riduzioni ribadite dall’Opec nel corso dell’ultimo meeting di Vienna.

La NOC (National Oil Corporation), la compagnia petrolifera pubblica del Paese, ha annunciato che l’output libico questa settimana si porterà in quota 800 mila barili giornalieri. Al momento dalla Libia ogni giorno escono circa 500 mila barili giornalieri, contro i 300 mila medi del 2016.

A livello di singole performance, -1,55% di Worldpay Group dopo la bocciatura di Barclays (+0,39%) e +4,02% di Cellnex Telecom a seguito delle indiscrezioni su un interessamento di American Tower.

Per quanto riguarda i dati macro, sotto le stime il dato flash relativo l’inflazione di Eurolandia, in calo a maggio dall’1,9 all’1,4 per cento (consenso 1,5%). Meglio del previsto invece il tasso di disoccupazione, sceso tra i Paesi aderenti la moneta unica dal 9,5 al 9,3 per cento.

Tra i numeri arrivati nella seconda parte, sotto le stime il PMI Chicago (55,2 punti) e l’indice dei compromessi immobiliari (-1,3% m/m). In serata sarà la volta del Beige Book, il report con la copertina avana sullo stato di salute della prima economia.