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Borse europee in ordine sparso: prevale la prudenza in vista del vertice salva Dublino

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Avvio in lieve rialzo per le Borse europee, nel giorno delle scadenze tecniche di opzioni. Il Ftse All Share sale dello 0,25% e il Ftse Mib dello 0,22%. Gli investitori stanno salutando in questo modo le prospettive del piano di salvataggio per l’Irlanda che allontana il rischio di contagio per tutta la zona euro. Mentre a Dublino cominciava il lavoro della delegazione a tre, Commissione, Bce e Fondo monetario internazionale, a Bruxelles ieri sera è circolata la voce che a stretto giro di posta si terrebbe una riunione straordinaria dell’Eurogruppo addirittura domenica, voce non confermata da alcuna fonte.
Il problema più urgente di Dublino è quello delle banche, che non sono ancora in grado di essere autosufficienti nonostante una ricapitalizzazione costata allo Stato piu’ di 50 miliardi di euro, la cui conseguenza è un deficit-monstre schizzato al 32%. Ad uno ad uno in queste ore gli esperti di Commissione Ue, Bce ed Fmi stanno arrivando nella capitale irlandese, già oggi teatro di colloqui e lunghe riunioni che hanno coinvolto anche la Banca centrale d’Irlanda.
Le attese – ha spiegato il governatore Patrick Honohan – sono per un prestito “molto importante” di Ue ed Fmi. Molte finora le cifre circolate: ma col passare delle ore l’importo presunto dell’operazione salva-banche sarebbe lievitato a quota 100 miliardi di euro. Oggetto del negoziato non è in realtà solo l’entità dell’eventuale prestito, ma anche la sua durata e le condizioni alle quali dovrà essere concesso. Condizioni, che secondo le ultime indiscrezioni dovranno essere molto severe.
Un compito non facile, visto che il governo irlandese ha già annunciato tagli per 15 miliardi di euro in quattro anni, con il piano di austerity che sarà approvato la prossima settimana. Il premier Cowen deve vedersela con buona parte della popolazione, a partire dall’elettorato euroscettico, che considera un’umiliazione l’eventuale ricorso ad aiuti della Ue, che di fatto – come avvenuto con la Grecia – porterebbero ad una sorta di commissariamento dell’isola.
C’è infine lo scoglio della tassazione sulle imprese, molto vantaggiosa in Irlanda, e che la Ue preme per inasprire. Ma finora il no di Dublino è stato secco, anche perché la corporate tax viene vista come il motore che ha generato negli anni passati il miracolo economico dell’isola. Ad ogni modo sulle Borse si continua a credere in un epilogo positivo. “Si cercava una soluzione immediata del problema. L’umore del mercato è cambiato. Si pensa che l’Irlanda sia sul punto di accettare il piano di salvataggio europeo”, ha segnalato un trader. Ma nondimeno, in caso di un potenziale disaccordo tra Irlanda e i responsabili europei sul rialzo della fiscalità delle imprese, che potrebbe ritardare l’accordo, c’è chi avverte che “l’umore del mercato potrebbe rapidamente fare un voltafaccia”.

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