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Borse europee in ordine sparso in vista dell’apertura negativa di Wall Street

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Seduta volatile per i mercati del Vecchio Continente. Dopo un avvio in territorio negativo, le Borse europee a fine mattinata hanno virato in territorio positivo e adesso si muovono in ordine sparso. Con i futures americani che indicano un’apertura al ribasso e con gli investitori che prendono tempo in vista degli annunci che farà la Federal Reserve la prossima settimana. Secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal la Banca centrale americana renderà noto un programma di acquisti di bond del valore di poche centinaia di dollari su diversi mesi.


Ciò che il giornale chiama “misurato approccio” si paragona con uno scenario di base degli investitori di un iniziale impegno da parte della Fed ad acquistare almeno 500 miliardi di dollari di Treasuries con durata oltre 5 anni nel tentativo di spronare i prestiti e sostenere una ripresa economica che è troppo debole per domare un’alta disoccupazione. I funzionari della Fed si riuniranno il 2-3 novembre ed è ampiamente atteso che venga avviato un secondo ciclo di allentamento monetario, ma è ancora molta l’incertezza sulla portata e sul ritmo di acquisti di obbligazioni.

“Tale aspettativa è stata alimentata da due fattori”, fanno notare gli economisti di Mps Capital Services: “le dichiarazioni di Dudley, presidente della Fed di New York, secondo cui un QE2 di 500 miliardi equivarrebbe ad un taglio dei tassi di 0,50-0,75%; il fatto che la Fed nei prossimi 6 mesi dovrebbe comunque acquistare mediamente circa 30 miliardi di Treasury ogni mese come reinvestimento dei MBS in scadenza”. Di conseguenza, segnalano gli esperti dell’istituto senese, “il QE2 addizionale effettivo sarebbe di soli 320 miliardi di dollari”.


Secondo il quotidiano americano, i funzionari della Fed potrebbero però lasciare aperta la possibilità di ulteriori acquisti anche in futuro, se l’inflazione rimarrà al di sotto del 2% e le stime per la disoccupazione restano alte, oppure potrebbero interrompere il programma se l’economia o l’inflazione dovessero sorprendere al rialzo. Il programma di acquisto di bond è probabile che si concentri sui Treasuries con scadenza per lo più tra due anni e 10 anni, scrive il Wsj.


Nell’attesa che la Fed sveli i suoi piani, oggi sono in calendario due importanti dati americani: gli ordini di beni durevoli, già annunciati e cresciuti del 3,3% negli Usa a settembre, oltre il consensus di un +2% dopo il -1% del mese precedente, e le vendite di nuove case programmato alle 16. Nell’attesa a Milano l’attenzione degli investitori si concentra sul comparto bancario, che dopo un avvio in calo penalizzato dalle indicazioni di Moody’s, ha cambiato direzione. Secondo l’agenzia di rating “le prospettive del sistema bancario italiano restano negative a causa delle modeste proiezioni a breve termine di redditività e del protrarsi del quadro operativo sfavorevole”.


In barba a queste considerazioni Unicredit all’indomani del cda che ha definito l’assetto governance sale dell’1,17%. Bene anche Ubi in progresso dell’1,48% e IntesaSanPaolo dell’1,16%. Bpm, inoltre, registra un progresso dello 0,37%, mentre le vendite si indirizzano sulle Mps (-0,58%) e su Banco Popolare (-1,25%), penalizzato dalla notizia del lancio di un bond. Brilla la stella di St che avanza del 4,3%, beneficiando della pubblicazione dei conti trimestrali oltre le attese.