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Borse europee in ordine sparso, dati cinesi penalizzano il comparto minerario

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Le indicazioni contrastanti arrivate dal dragone penalizzano la prima seduta dell’ottava dei listini europei. Nel terzo trimestre il Pil cinese ha messo a segno un incremento del 6,9%, maggiore del +6,8% stimato dagli analisti ma inferiore al +7% precedente (e dato minore dal 2009). Sotto le stime la produzione industriale, cresciuta del 5,7% annuo a settembre (consenso +6%). Per quanto riguarda gli Stati Uniti, crescita maggiore delle attese ad ottobre per l’indice Nahb (National Association of Home Builders), quello che misura la fiducia dei costruttori edili statunitensi, passato nel mese corrente da 61 a 64 punti.

Il Dax ha terminato la prima seduta della settimana con un rialzo dello 0,59% a 10.164,31 punti, il Cac40 non ha fatto registrare variazioni di rilievo (+0,03% a 4.704,07) e l’Ibex ha perso un quarto di punto percentuale (-0,24%) fermandosi a 10.207,30. Maglia nera per il Ftse100, sceso dello 0,4% a 6.352,33.

A penalizzare l’andamento dell’indice della City è un comparto minerario penalizzato dagli aggiornamenti arrivati da Pechino (-5,02% per Glencore, -6,65% di Anglo American, -2,01% di Bhp, -8,75% per Lonmin). Tra i bancari si segnala il +3,7% di Deutsche Bank che ha alzato il velo sul piano di ristrutturazione, e, nel giorno dei numeri trimestrali, +2,46% di Metro e +1,96% per Danone.