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Borse europee in moderato ribasso, banche deboli a Milano. Spread di poco sopra 370 punti

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Le prese di beneficio hanno la meglio nei primi scambi di giornata e Piazza Affari non riesce a dare seguito al deciso rimbalzo messo a segno ieri. A pesare sul listino milanese la retromarcia del comparto bancario, ma anche la debolezza di due colonne importanti dell’industria tricolore (Fiat e Finmeccanica). Ieri erano state le banche, con rialzi tra l’8 e il 10 per cento, a trascinare il Ftse Mib in area 14.950 punti. Questa mattina il paniere principale di Piazza Affari mostra una flessione dello 0,40% a 14.880 punti, con le vendite che si concentrano proprio sugli istituti di credito: Bper cede l’1,85% a 4,808 euro, Popolare di Milano l’1,40% a 0,36 euro, Unicredit lo 0,30% a 3,222 euro, Intesa SanPaolo lo 0,90% a 1,235 euro, Mediobanca l’1,15% a 3,988 euro, Banco Popolare lo 0,60% a 1,15 euro. In controtendenza il Monte dei Paschi che mostra un progresso di circa il 2% a 0,276 euro.

Non va meglio per Fiat, che lascia sul parterre l’1,60% a 4,112 euro dopo aver registrato ieri un calo significativo nelle vendite europee, e Finmeccanica, in ribasso del 2% a 3,538 euro. Deboli anche le altre principali piazze finanziarie del Vecchio Continente: a Francoforte il Dax cede lo 0,10%, a Parigi il Cac 40 arretra dello 0,35%, a Londra il Ftse 100 lascia sul parterre lo 0,10%, a Madrid l’Ibex 35 perde lo 0,60%. La buona vena di ieri delle Borse continentali era proseguita anche a Wall Street, con il Dow Jones tornato sopra quota 13.000 punti, e a Tokyo, con il Nikkei che ha archiviato la seduta con un balzo di oltre 2 punti percentuali.

Nel tardo pomeriggio di ieri sono arrivate le nuove stime del Fondo monetario internazionale, che per il 2012 prevede una crescita globale pari al 3,5% rispetto al +3,3% indicato in precedenza. Gli esperti di Washington prevedono per l’Italia una flessione del Pil pari all’1,9%, una stima lievemente migliore rispetto al -2,1% precedente. Buone le prospettive per gli Stati Uniti (+2,1% nel 2012), mentre i colossi asiatici si confermano il vero traino della crescita mondiale (Cina +8,2%, India +6,9%). Sul fronte obbligazionario si allentano le tensioni: lo spread Btp-Bund si attesta di poco sopra quota 370 punti base, mentre il rendimento del Bonos decennale è sceso sotto quota 6%.