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Borse europee in buon rialzo, il Dax non bada a deludente produzione industriale. Titoli oil ancora in affanno

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Intonazione decisamente positiva per le Borse europee che trovano sponda nel rally di venerdì scorso di Wall Street che ha segnato un balzo di oltre il 2% grazie alle positive arrivate dalle non farm payrolls. Listini europei che ritrovano slancio dopo le difficoltà di settimana scorsa legate alle misure più contenute delle attese annunciate giovedì dalla Bce. 

Dax avanti tutta, vittoria Le Pen alle regionali non spaventa il Cac40 
Tra le principali Borse europee spicca il balzo di oltre l’1,5% del Dax di Francoforte che non paga affatto la lettura inferiore alle attese della produzione industriale tedesca salita solo dello 0,2 per cento a ottobre rispetto al +0,7% atteso dagli analisti. 
Ben impostato anche il Cac40 di Parigi (+1,33%) all’indomani del primo turno delle elezioni regionali transalpine che hanno visto la vittoria del Fronte National di Le Pen con circa il 28% delle preferenze, seguito da  dai Repubblicani di Nicolas Sarkozy con il 26,89% e i socialisti del presidente Francois Hollande con il 23,33%.

A Milano corrono Fca e Ynap, titoli oil pagano caduta prezzi petrolio
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib segna rialzi più contenuti (+0,7% per il Ftse Mib). Primeggiano Salvatore Ferragamo (+2,24%) e Finmeccanica (+2,44%). Molto bene anche Fca (+2,1%). Equita rimarca come, in una presentazione tenuta a Londra, Sergio Marchionne ha esplicitato alcune possibili variazioni del piano che arriveranno a gennaio, con l`obiettivo di vendite di Jeep al 2018 che dovrebbe passare da 1,9 a 2 mln di vetture, mentre per Alfa Romeo è confermato il target a 400 mila unità. 
Nuovi massimi strici per Yoox Net-a-porter arrivata fino a 36,58 euro, a livelli quasi raddoppiati rispetto a quelli di inizio anno. 
In affanno invece i titoli oil (-1,02% Eni, -1,22% Saipem) che pagano il nuovo calo del petrolio con il Wti che si mantiene in calo sotto quota 40 dollari al barile. Pesa ancora la decisione dell’OPEC di non ritoccare al ribasso il target di produzione rimasto pari a 30 milioni di barili al giorno.