Borse europee in affanno, focus sulla Spagna. Le materie prime affossano l’Asia

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Mattinata di lotta intorno alla parità per gli indici azionari europei, che hanno aperto col segno meno per poi recuperare, ma sono tornate con la freccia rossa in scia al momento negativo che ha caratterizzato questo inzio settimana.
 
Ftse Mib in discesa, conti Ubi Banca
 
Positivo ma in discesa il Ftse Mib che al momento guadagna lo 0,10%, ma la partenza era stata prudente e influenzata dai conti presentati ieri da Unicredit e Finmeccanica, e da Ubi Banca, che questa mattina ha comunicato di aver chiuso il 2011 un risultato d’esercizio pari a -1.841,5 milioni di euro contro i +172,1 dell’anno precedente. In calo dell’1,1% il margine d’interesse che si è attestato a 2.119,9 milioni di euro rispetto ai 2.142,5 milioni del 2010 mentre le commissioni nette sono cresciute dello 0,7% a 1.193,7 milioni rispetto al precedente esercizio. Il Core Tier 1 2011 è pari all’8,56%.
 
Ancora tensione su spread italiani e spagnoli
 
Incerte anche le altre Borse europee, che subiscono alterne influenze politiche in un momento in cui le attese sono concentrate sull’Ecofin del prossimo venerdi, dove si deciderà dell’entità dei fondi salva-Stati. Dopo un’apertura negativa – che aveva visto solo Madrid in controtendenza – e una successiva virata in territorio positivo, ora gli indici segnano un -0,13% per il Cac 40, un -0,03% per il Dax di Francoforte, -0,25% per l’Ibex spagnolo e parità assoluta per il listino di Londra. Ieri il segretario generale dell’OCSE, Angel Gurria, aveva raccomandato l’innalzamento dei fondi di salvataggio ad almeno mille miliardi di euro, e ha espresso apprezzamenti per le misure di austerity attuate dai governi “periferici”, tra cui quelli di Italia e Spagna, anche se sono tornati a salire i timori dei mercati su questi Paesi: gli spread questa mattina si sono attestati rispettivamente a 319 e 340 punti, con rendimenti decennali al 5,09% per i Bond e al 5,30 per i Bonos.
 
Spagna, sciopero generale giovedì contro misure di Rajoy
 
Per restare in Spagna, influenze positive sulla Borsa di Madrid sono assicurate dal deal appena concluso tra Caixabank e Banca Civica, che ha dato vita al maggiore istituto di credito iberico in termini di quote di mercato: secondo i dati del Sole 24 Ore, la nuova banca sorpassa l’11,3% di Banco Santander con il suo 16,1%, e si piazza al 18o posto in Europa tra le banche a maggiore capitalizzazione. L’acquisto, a forte sconto, per 977 milioni di euro di Banca Civica da parte di Caixabank ha evitato alla banca acquisita di dover ricorrere ad aiuti di Stato per un salvataggio che, altrimenti, sarebbe stato necessario.
Sul Paese iberico pende tuttavia ancora l’incertezza, legata alle misure di risanamento dei conti pubblici che verranno decise dal premier Mariano Rajoy. Secondo gli impegni presi, la Spagna dovrà ridurre il deficit/Pil 2012 dall’8,5% al 5,3%, e lo farà prendendo misure quali la riduzione del 40% degli investimenti pubblici, l’aumento delle aliquote Iva agevolate dal 4 all’8%, e una manovra da 35 miliardi di euro. Contro queste misure, giovedi è stato annunciato uno sciopero generale.
Borse asiatiche zavorrate dalle materie prime
 
Negativo l’andamento delle Borse asiatiche, caratterizzate da forti crolli sulle materie prime. La peggiore è stata Shanghai, con l’indice Shanghai Composite crollato del 2,65% a 2284,88 punti, con un tonfo del 4,27% sulle risorse naturali. Male anche Tokyo, a -0,7%, dove le vendite si sono concentrate sul comparto finanziario e su quello delle materie prime, e Hong Kong, -0,77% con un -1,09% per i titoli sulle materie prime e un -2,3% sui titoli energetici.
Positiva solo Sydney, che ha archiviato la seduta odierna in progresso dello 0,98% con l’indice S&P ASX 200 a 4343,52 punti.