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Borse europee deboli, a Milano si scalda il comparto bancario

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Il mese di febbraio dei listini europei inizia all’insegna della debolezza dopo le indicazioni negative arrivate nella notte da Pechino. A gennaio l’indice PMI manifatturiero del dragone, quello che misura il sentiment dei direttori degli acquisti, si è attestato a 49,4 punti, sotto i 49,7 punti del mese precedente e peggio dei 49,6 punti stimati dal mercato. In linea con le stime il dato relativo Eurolandia, 52,3 punti, mentre indicazioni migliori del previsto sono arrivate dalla Gran Bretagna, dove il Pmi è salito da 52,1 a 52,9 punti.

La politica monetaria della Banca centrale europea sta chiaramente funzionando. È quanto ha dichiarato Benoît Coeuré, membro del Comitato esecutivo della Bce. “Gli indicatori macro segnalano chiaramente che la nostra politica monetaria sta dando i risultati sperati”, ha detto Coeuré. Le misure adottate dall’Eurotower “rappresentano un fattore determinante della ripresa in corso” e nel meeting di marzo “il Consiglio revisionerà ed eventualmente riconsidererà il suo approccio”.

A Londra il Ftse100 segna un calo dello 0,7%, -0,75% del Cac40 e -0,65% del Dax. A livello di singole performance spicca il -10,4% di Nokia dopo la definizione di un contenzioso con Samsung Electronics sui brevetti e il +4,36% di Ryanair che ha confermato le stime “nella parte alta del range” e annunciato un piano di buyback da 800 milioni di euro. Tra i bancari -0,35% del Credit Suisse e -1,61% di Barclays dopo l’accordo da 154,3 milioni di dollari raggiunto con la statunitense Sec per far cadere le accuse di irregolarità sulle loro piattaforme di intermediazione interna, le cosiddette “dark pool”.

Bancari in evidenza anche sul listino milanese dove il Ftse Mib perde lo 0,94% e passa di mano a 18.482 punti. Segno più per la Popolare di Milano (+1,07%) e per il Banco Popolare (+5,52%) in vista di una prossima integrazione. Nel weekend l’Ad del Banco Popolare, Pierfrancesco Saviotti, ha confermato che sono in corso contatti per una fusione con Bpm escludendo inoltre la necessità di un aumento di capitale. Più difficile, ma non da escludere, il matrimonio tra Mps e Ubi (-1,06% e +0,46%). Si defila invece Poste Italiane. “”Con riferimento ad articoli e indiscrezioni di stampa, Poste Italiane informa che nessuna delle operazioni di fusione o acquisizione ipotizzate nel contesto del riassetto del sistema bancario rientra nei suoi piani”.

Fitte vendite su Luxottica (-6,69%) dopo l’annuncio a sorpresa arrivato venerdì sera dell’addio del co-amministratore delegato, Adil Khan, a solo poco più di un anno dalla sua nomina. Il presidente di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, ha assunto le deleghe esecutive, mentre Massimo Vian prosegue nel ruolo di amministratore delegato Prodotto e Operations.

ATR, società controllata pariteticamente da Airbus (-0,78%) e Finmeccanica (parità), ha annunciato di aver siglato un accordo con la compagnia di bandiera iraniana per la fornitura di 40 ATR 72-600s. Il contratto prevede la vendita di 20 aerei più l’opzione per altri 20 ed è valutato circa un miliardo di euro. Nuova commessa anche per Prysmian (+1,38%) che realizzerà un collegamento in cavo sottomarino ad alta tensione in corrente continua fra Olanda e Danimarca.