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Borse europee contrastate. Debole Piazza Affari, focus su Finmeccanica ed Eni

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Contrastate le borse europee all’indomani della vittoria di Angela Merkel alle elezioni tedesche del 2013. Piazza Affari riduce le vendite della prima ora in scia alla pubblicazione dell’indice flash pmi composito dell’Eurozona a settembre che è salito da 51,5 a 52,1, raggiungendo i massimi dal giugno 2011 e oltrepassando i 51,9 punti attesi dagli analisti. In particolare, a settembre l’indice manifatturiero è sceso da 51,4 a 51,1 punti, contro gli stimati 51,8 punti, mentre l’indice pmi servizi si è rivelato migliore delle previsioni a 52,1 punti, dai 50,7 punti di agosto e contro un consensus a 51 punti.

L’indice Ftse Mib a Milano arretra al momento dello 0,06% a 17.958 punti. Contrastate le altre piazze del Vecchio Continente. a Francoforte il Dax guadagna lo 0,03%, il parigino Cac40 sale dello 0,14%, il londinese Ftse100 cede lo 0,11% mentre a Madrid l’Ibex35 segna un ribasso dello 0,15%.

Finmeccanica: ipotesi italiana per le tre Ansaldo
Sulla Borsa milanese l’attenzione è focalizzata su Finmeccanica. Il titolo della gruppo di piazza Monte Grappa indossa la maglia rosa sul Ftse Mib con un rialzo del 3,58% a 4,686 euro. L’azione è spinta al rialzo dalle recenti indiscrezioni apparse su La Repubblica e confermate poi dal viceministro dell’Economia Stefano Fassina, secondo cui i vertici della controllata dal Tesoro starebbero lavorando con Cdp per una soluzione che potrebbe esser annunciata a breve. Il piano, secondo quanto scritto dal quotidiano nazionale, prevedrebbe la divisione degli asset in due entità separate: Difesa, sicurezza e aeronautica (Selex, Drs, Agusta Westland, Alenia) rimarrebbero alla società quotata in Borsa mentre le quote in Ansaldo Sts, Energia e Breda uscirebbero dal perimetro per passare sotto il controllo di Fintecna, ossia Cdp. “Vogliamo una soluzione che attraverso Cdp consenta alle tre Ansaldo unite di rimanere in modo trasparente sotto il controllo italiano, con la ricerca di un partner industriale”. Queste le parole di conferma alle voci di Fassina in un’intervista rilasciata a SkyTg24. Nel dettaglio, scrive Repubblica, per Energia il partner scelto sarebbe la coreana Doosan mentre per Breda ci sarebbe la giapponese Hitachi. In entrambi i casi, Cdp garantirebbe una quota di italianità.

Stacco cedola per Eni, Mps alla vigilia del Cda
Eni fanalino di coda sul Ftse Mib con un ribasso del 2,28% a 17,54 euro, su cui oggi pesa lo stacco cedola. Il Cda nella riunione del 19 settembre ha deliberato di attribuire agli azionisti un acconto sul dividendo 2013 pari a 0,55 euro per azione, con la messa in pagamento prevista per il prossimo 23 settembre. In recupero invece Monte dei Paschi (+0,43% a 0,208 euro) alla vigilia della riunione del Cda. Il board di Rocca Salimbeni è chiamato ad approvare le linee guida del nuovo piano strategico dettate dalla Commissione europea per ottenere il via libera ai Monti bond.

BPM, oggi riunione dei consigli
Bene anche la Popolare di Milano (+0,64% a 0,443 euro). Il titolo è in attesa delle riunioni odierne del consiglio di gestione prima e del consiglio di sorveglianza poi per fare il punto sulla risposta da dare alla Banca d’Italia dopo l’ispezione estiva. Secondo quanto ha riportato nel weekend Il Sole 24 Ore il documento, oltre a contenere temi prettamente gestionali, potrebbe far cenno al tema della governance, sul quale si è espressa in modo chiaro Via Nazionale. A tal proposito i due consigli, ha scritto il quotidiano di Confindustria, potrebbero convergere su un modello di popolare bilanciata con un board ridotto a 13-15 membri e un’assegnazione di seggi in numero pari ai dipendenti-soci e ai soci di capitale e la quota restante agli indipendenti. Un’alternativa, a detta del giornale, prevedrebbe tre quote paritetiche; un’ultima ipotesi assegnerebbe ai soci dipendenti la maggioranza più una delle poltrone.