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Borse europee contengono le perdite dopo attentati di Parigi: brilla l’oro e corre il petrolio. Oggi parla Draghi

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No panic selling” sui mercati europei dopo gli attentati terroristici di Parigi di venerdì scorso (nella foto gli omaggi a Parigi alle vittime). Dopo una partenza in calo, i listini continentali hanno ridotto le perdite e in questo momento si muovono in leggero calo: il Ftse 100 ha addirittura virato verso la strada rialzista, guadagnando lo 0,13%, segno meno invece per il Cac40 e il Dax che lasciano sul terreno rispettivamente lo 0,39% e lo 0,35 per cento. 
Reazione immediata per le materie prime, in particolare per il petrolio e l’oro che hanno imboccato la strada degli acquisti in scia all’escalation delle tensioni geopolitiche dopo che la Francia ha iniziato a bombardare Raqqa (la capitale dell’Isis in Siria). E a distanza di tre giorni dagli attacchi, dove hanno perso la vita oltre cento persone, il governo francese ha ammesso che resta il rischio di nuovi attacchi, non solo in Francia. Lo ha dichiarato il premier transalpino, Manuel Valls, in una intervista all’emittente radiofonica Rtl.
In questo clima, il future sul greggio Wti sale di oltre il 3% a 42,13 dollari il barile; mentre il Brent si avvicina alla soglia dei 45 dollari (+2,87% a 44,85 dollari). Positivo anche l’andamento dell’oro che guadagna circa l’1% a 1.092,20 dollari l’oncia.
Una certa debolezza si è registrata in Asia, in particolare sulla Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha, infatti, archiviato la prima seduta della settimana in flessione di oltre l’1% a 19.393,69 punti. A livello macro in primo piano il dato sul Pil giapponese che è calato dello 0,2% nel terzo trimestre 2015. Recessione confermata quindi per il Paese del Sol levante. Gli analisti si attendevano un -0,1% trimestrale. I segnali in arrivo stamattina dall’economia nipponica aumentano le possibilità di un’azione da parte del governo che potrebbe così lanciare nuove misure di stimolo all’economia.
Prima dei fatti accaduti a Parigi, il market mover di oggi era il discorso in programma a Madrid del presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi. Come ribadito negli ultimi interventi, l’attesa (anche per oggi) è per una conferma della disponibilità dell’Eurotower a rafforzare le misure di stimolo a sostegno dell’economia di Eurolandia.  “I dati del Pil del terzo trimestre indicano che il precedente recupero dell’economia dell’area sembra essersi mantenuto nonostante il rallentamento globale – si legge nel “Macro Weekly” di Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda -.  Tuttavia l’economia rimane ancora sotto i livelli di prima della crisi senza un forte slancio da nessuna delle grandi economia dell’area (Germania, Italia, Francia)”. 
Sulla base delle stime, aggiungono gli esperti, la crescita dovrebbe migliorare leggermente nel quarto trimestre; ma l’economia sta recuperando solo lentamente e questo spiega il motivo della preoccupazione della Bce che sta valutando l’idea di aggiungere più stimoli monetari