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Borse europee con il segno più, a Milano bancari in evidenza

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Nuova seduta di recupero per l’azionario di Eurolandia: al momento il Ftse100 segna un incremento dell’1,1%, il Dax sale di un punto percentuale e l’accoppiata formata da Cac40 e Ibex avanza dell’1,4%. A Madrid spicca il +1,76% di Telefonica che insieme alla compagnia di telecomunicazioni iberica Mediapro ha raggiunto un accordo per la trasmissione del canale televisivo telematico a pagamento BeIN Sports La Liga, con contenuti delle due massime serie calcistiche spagnole e della coppa nazionale. L’accordo è valido fino al 2019. Segno più anche per Volkswagen (+1,24%) nonostante il no delle autorità statunitensi al piano per rimettere a norma le auto coinvolte nel Dieselgate, lo scandalo dei motori diesel dai valori di emissioni truccati.

Sul listino Milanese, +1,79% per il FTSE Mib a 20.327,36 punti, spicca il +4,18% di Bper (+4,16% a 6,51 euro) dopo che ieri il Cda ha deliberato un progetto di modifiche statutarie nell’ambito del piano di trasformazione della forma giuridica in società per azioni. Stando alle nuove indiscrezioni stampa, Banco Popolare (+5,29%) e Bpm (+4,95%) sarebbero sempre più vicine a un accordo per l’aggregazione. Dopo aver aggiornato i minimi storici, denaro anche su Mps (+4,96%) e Carige (+4,11%).

Fitch Ratings ha fatto sapere che la raccomandazione di Terna (-0,29%) non sarà influenzata dall’acquisizione della rete ad alta tensione delle Ferrovie dello Stato (Fs) e dalla determinazione delle tariffe per il periodo 2016-2023 per le attività di elettriche nel mercato regolamentato italiano. Gli analisti del broker statunitense Bernstein hanno alzato la valutazione su Snam (+0,89%) ad “outperform” dal precedente “market perform”. Infine segnaliamo il +5,15% dell’AS Roma a seguito dell’esonero dell’allenatore Rudi Garcia e il ritorno sulla panchina giallorossa di Luciano Spalletti.

Per quanto riguarda l’obbligazionario, l’agenzia del debito tedesca ha collocato il nuovo Bund decennale per 3,854 miliardi di euro a fronte dei 4,229 miliardi di euro richiesti (inizialmente l’offerta era stata fissata a 5 miliardi). Il rendimento medio si è attestato allo 0,59% e il tasso di copertura a 1,1. Nel nostro Paese il italiano ha collocato 2 miliardi di Btp a tre anni con un rendimento lordo allo 0,02%, 9 punti base in meno rispetto al dato precedente, titoli a 7 anni allo 0,99%, +2 pb, e bond al 2032 al 2,03%, -0,11% nel confronto con l’asta precedente. Il tasso bid-to-cover si è attestato a 1,88 nel primo caso (da 1,9), a 1,37 nel secondo (da 1,86) e a 1,49 nel terzo (da 1,67).

In agenda macro il dato relativo la produzione industriale dell’Eurozona, in calo a novembre dello 0,7% rispetto al mese precedente. Su base annua il dato segna un +1,1% (consenso -0,3% e +1,3% annuale). Buone nuove invece dal tasso di disoccupazione rilevato dall’Ocse che, stabile al 6,6%, nel caso della Zona Euro ha fatto segnare il terzo calo consecutivo attestandosi ai minimi dall’ottobre 2011 al 10,5%. Per quanto riguarda i dati statunitensi, dopo l’aggiornamento sulle richieste di mutui (+21,3% nella settimana all’8 gennaio) alle 16:30 appuntamento con gli stock di greggio (consenso +2 milioni di barili). Ieri i prezzi del petrolio made in Usa a New York sono scesi sotto al soglia dei 30 dollari al barile per la prima volta dai dicembre 2003.