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Borse europee con il segno meno, disoccupazione britannica ai minimi dal 2008

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Le nuove tensioni in arrivo da Pechino penalizzano l’azionario di Eurolandia. Dopo il calo record messo a segno dalle importazioni del dragone, prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa è stato annunciato il rallentamento maggiore del previsto registrato dall’inflazione cinese (da +2 a +1,6% a/a ad agosto) e il 43esimo calo consecutivo dei prezzi alla produzione.

Cattive notizie sono arrivate anche dalla produzione industriale di Eurolandia, scesa ad agosto di mezzo punto percentuale congiunturale, e dagli indici statunitensi che misurano prezzi alla produzione (-0,5% m/m) e vendite al dettaglio (+0,1%). Sempre per quanto riguarda le indicazioni macro, minimi dal 2008 per la disoccupazione britannica, scesa dal 5,5 al 5,4 per cento ad agosto.

Nonostante il nuovo segnale di forza arrivato dal mercato del lavoro, a Londra il Ftse100 ha terminato in calo dell’1,15% portandosi a 6.269,61 punti mentre l’indice tedesco, il Dax, è sceso dell’1,17% a 9.915,85 punti. Limitano le perdite Cac40 e Ibex, in calo rispettivamente dello 0,74 e dello 0,77% a 4.609,03 e a 10.037,6 punti.

In serata focus sul Beige Book, il report con la copertina avana sullo stato di salute della prima economia.