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Borse europee caute, Pil tedesco in linea con le attese. Occhio ai dati Usa

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jcrop-previewPartenza fiacca per Piazza Affari e per le principali borse europee, all’indomani di una seduta contrastata caratterizzata sul finale dalle parole del presidente della Bundesbank e membro del direttivo della Bce, Jens Weidmann, secondo cui esistono grossi ostacoli legali alla possibilità che l’Eurotower acquisti titoli di Stato sui mercati. Inoltre i governi europei, a suo dire, dovrebbero concentrarsi sulla crescita piuttosto che sull’acquisto di bond governativi. Una risposta questa al governatore della Bce, Mario Draghi, che settimana scorsa aveva ribadito con fermezza la necessità di riportare l’inflazione al target del 2% senza ritardi, aprendo alla possibilità di nuovi interventi e citando i quantitative easing messi in atto dalla Fed e dalla Bank of Japan. “Non siamo rimasti impressionati dalle parole di Weidmann. Ci saremmo stupiti del contrario”, ha commentato Vincenzo Longo, market strategist di IG. 
 
Sulla Borsa di Milano l’indice Ftse Mib è oggetto di un certo grado di volatilità e al momento avanza dello 0,5% a 20.032 punti. A Francoforte il Dax guadagna lo 0,44% a 9.828 punti, il parigino Cac40 avanza dello 0,07% a 4.371 punti mentre a Londra il Ftse 100 mostra un rialzo dello 0,12% a 6.737 punti. Ancora in ribasso lo spread Btp-Bund. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si è portato in area 138 punti base, dopo i 136 registrati ieri (sui livello di aprile 2011) durante la seduta per poi risalire a quota 140. Il rendimento del Btp decennale aggiorna nuovamente i minimi storici al 2,14%. 
 
Confortanti i dati sull’economia tedesca. Questa mattina la pubblicazione della lettura finale del Pil tedesco al terzo trimestre ha visto una moderata crescita su base trimestrale dello 0,1%, in linea con la lettura passata e il consenso Bloomberg. Positivo anche il dato sulla fiducia delle imprese in Francia salito a novembre a 94 punti dai 91 punti della precedente rilevazione. Le attese erano per un dato a 92 punti. Ora lo sguardo si sposta Oltreoceano. Nel pomeriggio è attesa infatti la seconda lettura del Pil statunitense al terzo trimestre, oltre all’indice che misura la fiducia dei consumatori a stelle e strisce a novembre. 
 
Più in là, l’attenzione si sposta ai dati preliminari sull’inflazione di novembre in arrivo dalla Germania e dall’Eurozona, in agenda rispettivamente giovedì e venerdì. “Solo se questi dati dovessero risultare in deciso rialzo rispetto al mese precedente, potremmo assistere a una inversione della tendenza vista nelle ultime sedute, con la probabilità del QE che tornerebbe a scendere”, ha fatto notare Longo.