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Borse europee caute: i mercati guardano alla riunione della Bce

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Sin dai primi minuti di contrattazioni i movimenti delle principali Borse europee sembrano essere dettati da un cauto ottimismo. In avvio di scambi è infatti l’incertezza a prevalere: il Cac40 e il Dax cedono circa lo 0,25%, mentre l’Ibex si muove controcorrente  e registra un rialzo dello 0,4%. E’ il segno più ad avere la meglio anche a Piazza Affari, dove il Ftse Mib guadagna lo 0,26%. Tra i migliori titoli del paniere principale italiano spiccano i finanziari che salgono di oltre l’1%. All’interno del comparto la migliore è Mediolanum (+1,64%), seguita da Mediobanca e Bper. Sul fondo del listino Saipem e Pirelli che perdono circa lo 0,6%. In rosso anche Fiat all’indomani dei dati sulle immatricolazioni di agosto che hanno registrato in Italia una flessione del 20%. E’ rimasta tuttavia stabile la quota di mercato del gruppo del Lingotto al 29,58%. Sul fronte obbligazionario il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi viaggia sui 431,75 punti base, in calo rispetto alla chiusura di ieri a quota 437.

Un atteggiamento prudente, quello che stanno mostrando gli indici continentali, all’indomani della dichiarazione (trapelata dall’audizione a porte chiuse) del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, davanti alla Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo. L’ex governatore di Bankitalia  ha precisato che “gli interventi sulle scadenze a breve sono in linea con il mandato della Bce“. Ma sono molti coloro che sostengono che questo mood di attesa rimarrà tale fino alla giornata di giovedì, quando i riflettori si accenderanno sulla conferenza stampa della Bce.
“L’attenzione degli investitori è rivolta al meeting del Consiglio direttivo della Bce di giovedì, che potrebbe fornire indicazioni sulle prossime mosse dell’istituto di Francoforte per risolvere la crisi debitoria del Vecchio Continente” precisano gli esperti di IG Markets Italy. “Riteniamo, tuttavia, che Draghi sia interessato ad aspettare l’importante data del 12 settembre (decisione della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo ESM) prima di comunicare tutti i dettagli sul proprio piano di azione”.

Intanto nella notte Moody’s ha rivisto al ribasso l’outlook dell’Unione europea,  portandolo a negativo da stabile. Il rating, invece, è stato confermato ad “Aaa”. La revisione delle prospettive riflette, secondo l’agenzia Usa, gli outlook negativi assegnati ai “Paesi con rating Aaa che sono i maggiori contributori al budget dell’Unione Europea: Germania, Francia, Regno Unito e Olanda, che insieme rappresentano circa il 45% delle entrate del budget europeo”.