Borse europee caute in avvio di settimana: tensioni in Iraq scaldano il petrolio

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 16/06/2014 - 11:22
Le principali Borse europee mostrano cautela in avvio di settimana di fronte alle crescenti tensioni in Iraq e in Russia-Ucraina sul prezzo del gas. Gli investitori guardano all'evolversi della situazione in Iraq e all'impatto sulle quotazioni del petrolio. Le tensioni in arrivo dall'Iraq, secondo produttore di greggio all'interno dell'Opec, hanno già impattato negli ultimo giorni sull'andamento dell'oro nero: Wti e Brent si mantengono rispettivamente sopra i 107 dollari al barile e i 113. Dai minimi pari a 88,40 dollari al barile toccati lo scorso 21 giugno il Wti ha guadagnato oltre il 20%. La preoccupazione maggiore è che un'escalation della tensione possa contagiare anche gli impianti petroliferi nella parte meridionale del Paese. 

Anche un altro fronte energetico rimane caldo. Si tratta di quello del gas, con le minacce della Russia di tagliare le forniture di gas a Kiev. Nel fine settimana le trattative tra i due Paesi sul futuro prezzo del gas e sul pagamento del debito di Kiev si sono interrotte bruscamente. La conferma arriva dal tweet di Gazprom, il gruppo energetico russo, con cui avverte l'ucraina Naftogaz di procedere al pagamento anticipato di gas a partire dalle 10.00 di questa mattina nel pieno rispetto del contratto esistente. Naftogaz dovrà dunque rimborsare un debito di 1,95 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi c'era stata l'apertura della Russia verso l'Ucraina, con uno sconto sul prezzo del gas di 100 dollari a mille metri cubi di gas, ossia a 385 dollari, un prezzo senza equivalenti in tutta Europa. Tuttavia Kiev aveva rifiutato l'offerta pretendendo uno sconto maggiore a 268 dollari, ossia allo stesso livello in cui lo comprava prima della caduta del presidente Viktor Yanoukovitch.

Tensioni geopolitiche a parte, l'agenda macroeconomica odierna vede in primo piano la lettura finale dell'inflazione di maggio della zona euro. Variazione tendenziale dello 0,5% per l'inflazione dell'eurozona a maggio dal +0,7% del mese precedente. I dati Eurostat diffusi oggi confermano quelli della prima lettura flash con un calo dello 0,1% m/m dal +0,2% di aprile.  
Negli Stati Uniti occhi puntati sulla manifattura di New York di giugno e sulla produzione industriale a maggio. Per il mercato immobiliare attesa per la pubblicazione dell'indice che misura l'edilizia abitativa statunitense (Nahb, National Association of Home Builders).

Complice la chiusura in flessione della Borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha lasciato sul terreno lo 1 punto percentuale, i listini continentali si muovono sotto la parità: a Parigi il Cac40 cede lo 0,33%,mentre il Ftse 100 perde lo 0,06%. In rosso anche il Dax che registra una flessione dello 0,22%. Freccia rossa anche a Piazza Affari, con il Ftse Mib che indietreggia di mezzo punto percentuale a 22.047,98 punti.
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