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Borse europee caute. Attesa per verbali Fomc e discorso Bernanke

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Partenza mista per le principali Piazze finanziarie europee. Complice il dato sulla bilancia commerciale cinese e il declassamento di S&P ai danni dell’Italia il Ftse Mib lascia sul parterre lo 0,31% a 15.741 punti, un impatto tuttavia contenuto. Gli altri listini continentali si muovono invece sul filo della parità: +0,24% per il Ftse 100, +0,18% per il Dax, +0,19% per il Cac40
L’Italia riparte oggi dal downgrade di Standard & Poor’s. L’agenzia di rating ha tagliato il merito di credito italiano da “BBB+” a “BBB”, due gradini sopra il livello “junk” (spazzatura). “La situazione rimane complessa, chi pensa che a livello internazionale sia tutto risolto si sbaglia. E ovviamente l’Italia con un debito così alto rimane vigilato speciale“. Così il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha commentato il declassamento da parte dell’agenzia Standard & Poor’s nel corso della trasmissione televisiva Ballarò andata  in onda ieri sera. 
In Italia sguardi rivolti oggi sull’asta Bot a 12 mesi. In questo scenario il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi viaggia in area a 280 punti base, in ribasso rispetto ai 284 punti registrati in avvio di scambi. Il rendimento del Btp decennale è al 4,438%.
La cautela prevale questa mattina sui mercati azionari dopo il debole dato sulla bilancia commerciale della Cina che ha evidenziato a giugno un avanzo di 27,12 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 20,42 miliardi del mese precedente. Gli analisti si aspettavano un surplus di 28,80 miliardi di dollari. Le esportazioni sono diminuite del 3,1% rispetto a 12 mesi prima, così come le importazioni scese dello 0,7%.
Doppio appuntamento oggi con la Fed. Si inizia con la pubblicazione delle minute del Fomc relative alla riunione del 18/19 giugno, verbali che saranno poi seguiti dal discorso che Ben Bernanke, numero uno della banca centrale americana, terrà questa sera in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita della Federal Reserve. “Si tratta di due avvenimenti da cui gli operatori cercheranno di trarre ulteriori indizi per comprendere quanto sia ampio il consenso a favore del ridimensionamento del piano di acquisti già a partire da settembre” commentano gli esperti di Mps Capital Services.