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Borse europee ben intonate, a Milano denaro sui bancari

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Accoglienza positiva da parte dei listini europei per il primo incremento in quasi 10 anni del costo del denaro a stelle e strisce. A Londra il Ftse100 segna un incremento dell’1,4%, il francese Cac40 sale del 2,58% e l’Ibex segna un +2,82%. Con un +3,3% il Dax guarda tutti dall’alto. Il range dei tassi di interesse è stato alzato di 25 punti base, passando da 0-0,25% a 0,25-0,5%. Si è trattato del primo incremento dei tassi da giugno 2006 e della prima volta che il livello degli stessi sale sopra lo zero da dicembre 2008.

“La realtà è che, rispetto agli standard storici, i tassi sono estremamente bassi ed è probabile che rimarranno tali”, commenta BlackRock. Infatti, la Fed ha rimarcato ieri che la fase di normalizzazione dei tassi sarà graduale “e la natura progressiva del ciclo di rialzo dovrebbe consentire ai mercati di assorbire gli aumenti con relativa facilità”.

In agenda macro le indicazioni deludenti arrivate dal tedesco Ifo, l’indice che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi, sceso a dicembre a 108,7 punti contro i 109 punti della passata rilevazione e del consenso Bloomberg. Meglio del previsto invece il dato britannico relativo l’andamento delle vendite al dettaglio, salite a novembre dell’1,7% mensile del 5% annuo.

Sul listino francese spicca il +5,39% di Natixis e il +2,76% di Bnp Paribas mentre a Londra AstraZeneca guadagna l’1,23%. Dopo l’acquisto annunciato ieri di un ramo della giapponese Takeda, il colosso biofarmaceutico inglese si è assicurato il 55% di Acerta Pharma per 4 miliardi di dollari.

Grazie a un +2,29% il milanese Ftse Mib si porta a 21.695,42 punti. Anche qui sono i bancari a fare la voce grossa con il +2,63% di UniCredit, il +2,78% di Mediobanca, il +2% di BPER e il +2,41% di Intesa Sanpaolo. +1,49% di Mps su cui Equita Sim ha confermato la valutazione “hold”. Rialzi superiori ai quattro punti percentuali per Stm (+4,32%), FCA (+4,12%) e Telecom Italia (+4,13%).