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Borse europee avanzano senza scossoni, a Piazza Affari focus su Eni e Unicredit

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Le Borse europee proseguono senza scossoni nell’ultima seduta dell’anno in una settimana che ha visto gli investitori concentrarsi sulle aste di Capodanno del Tesoro italiano. Il risultato è un mix di luci e ombre: da una parte successo pieno per i titoli a breve scadenza, come i Bot semestrali e i Btp a 3 anni; dall’altra rendimenti ancora elevati, che praticamente riflettono la situazione sul secondario, per le scadenze più lunghe. In sostanza l’orizzonte temporale di lungo termine continua a spaventare gli investitori che decidono di puntare sull’Italia. Non è un caso se, dopo le maxi aste e l’impegno del premier Monti a presentare misure per stimolare la crescita entro fine gennaio, lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco sia rimasto ben oltre quota 500 punti base. Questa mattina il differenziale viaggia in area 520 punti base, mentre il rendimento del bond decennale italiano si attesta oltre la soglia critica del 7 per cento.

Per una volta arrivano però parole rassicuranti da Berlino. Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, ha infatti dichiarato che nell’arco dei prossimi 12 mesi si attende una stabilizzazione della crisi del debito ritenendo al momento che è da escludere l’ipotesi di una disgregazione dell’area euro. Le Borse però non hanno la forza per risalire, complice il clima festivo e la mezza giornata di attività della City. E così a Parigi il Cac 40 cede lo 0,20%, a Franforte il Dax arretra dello 0,10%, a Madrid l’Ibex 35 guadagna lo 0,05%, a Londra il Ftse 100 arretra dello 0,20%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib mostra un progresso dello 0,30% a 14.950 punti, mentre il Ftse All Share avanza dello 0,35% a quota 15.720.

Tra le storie di Borsa da segnalare Eni (+0,90% a 15,93 euro) in scia alle dichiarazioni dell’Ad Paolo Scaroni rilasciate in un’intervista a Il Sole 24 Ore. In Libia “non abbiamo ragioni per pensare che non si possa tornare alla piena produttività entro giugno 2012. In ogni caso siamo già soddisfatti di aver recuperato l’80% della produzione, nessun altra compagnia c’è riuscita”. Il Ceo del gruppo di San Donato Milanese fa il punto anche sulle rinegoziazioni dei contratti gas “take or pay”. “In Algeria abbiamo raggiunto un accordo che contiamo di formalizzare a breve. Quanto alla Russia il negoziato con Gazprom non è facile ma confido in un esito entro i primi mesi dell’anno. Poi apriremo la trattativa con la Norvegia in primavera”, ha dichiarato il top manager al quotidiano di Confindustria. 

Infine Unicredit (+0,20% a 6,42 euro) resta un tema caldo dopo che la Fondazione CariVerona ha dichiarato di voler sottoscrivere l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro per una quota limitata al 3,51% “senza vendita di diritti e senza ricorrere all’indebitamento”. Attualmente l’ente scaligero possiede il 4,20% dell’istituto di Piazza Cordusio e quindi venderà una quota pari allo 0,7% in carico al prezzo storico di 0,6336 euro.