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Borse europee aprono in ordine sparso, questa settimana focus su Pil e inflazione

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Partenza mista per le principali Borse europee, divise tra il nuovo record raggiunto a Wall Street venerdì scorso e le incertezze legate all’Ucraina. Questa mattina Londra e Francoforte guadagnaintorno allo 0,25%. Negativa invece la piazza di Parigi, dove il Cac40 scivola dello 0,20%. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,25% muovendosi intorno ai 21.440 punti.
Ieri si è tenuto il referendum per l’indipendenza delle regioni filorusse di Donetsk e di Lugansk, in Ucraina orientale. Secondo i dati preliminari, il referendum si sarebbe concluso con oltre il 90% di sì (i risultati definitivi sono attesi in tarda mattinata). Un plebiscito per l’indipendenza, che aggiungerebbe instabilità all’intero Paese già scosso da forti tensioni. Il presidente ad interim dell’Ucraina ha definito l’esito del referendum una farsa e ha accusato la Russia di voler disturbare le elezioni presidenziali del 25 maggio. Oggi i ministri degli Affari stranieri dell’Unione europea si riuniranno per decidere se adottare delle nuove sanzioni contro la Russia. 
Oltre all’evoluzione della situazione in Ucraina, in assenza di dati macro di rilievo, gli investitori guardano ai discorsi di alcuni membri della Banca centrale europea. Oggi sono infatti previsti gli interventi di due membri del consiglio direttivo della Bce, Vitor Constancio e Ewald Nowotny. Le loro dichiarazioni su possibili misure di sostegno potrebbero agitare i mercati, dopo che nella riunione della scorsa settimana il presidente Mario Draghi ha aperto a una possibile azione già a giugno. 
Appuntamenti della settimana
Tra le indicazioni macro in uscita nell’Eurozona in questa settimana sarà da monitorare il dato sul Prodotto interno lordo (Pil) relativo al primo trimestre e l’inflazione ad aprile. Per quanto riguarda il Pil, gli analisti di Credit Suisse si aspettano una crescita dello 0,4% su base trimestrale, il ritmo più elevato degli ultimi tre anni e in linea con le proiezioni della Bce di marzo. Il Pil della Germania, elemento chiave che sostiene l’economia dell’Eurozona, dovrebbe salire dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda invece l’inflazione dell’Eurozona relativa ad aprile, gli esperti di Credit Suisse non escludono una revisione al rialzo: “i prezzi della benzina suggeriscono un rimbalzo più forte della componente energia, che può portare a una revisione al rialzo della stima sull’inflazione della zona euro allo 0,8% su base annuale”, sostengono gli analisti.