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Borse europee ancora sotto pressione, pesano Spagna e Cina

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Di nuovo sotto pressione. Non c’è tregua per le Borse europee che ieri avevano provato timidamente a rialzare la testa dopo i crolli di martedì. Ieri sera Moody’s ha dichiarato di aver messo sotto osservazione il rating spagnolo AAA per un possibile downgrade a causa del peggioramento delle prospettive di crescita del Paese iberico. Una notizia che ha fatto sbandare i listini statunitensi, in caduta di circa 1 punto percentuale.


“Ieri lo S&P 500 ha rotto dei supporti importantissimi (1.040/1.035) e se oggi dovesse confermare la discesa il mercato imboccherebbe una brutta strada”, segnala un gestore contattato da Finanza.com che preferisce mantenere l’anonimato. Oggi il mercato è in attesa delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, che dovrebbero scendere lievemente a 455 mila dalle precedenti 457 mila, e dell’Ism manifatturiero di giugno, previsto in calo a 59 punti dai 59,7 punti di maggio. Domani giornata clou con la pubblicazione della variazione degli occupati non agricoli e del tasso di disoccupazione di giugno, previsto al 9,8%.

Ma le tensioni soffiano anche da Oriente. Questa notte l’indice Pmi cinese di giugno è sceso sotto le attese a 52,1 punti, mentre ieri il leading indicator di aprile del gigante asiatico è stato rivisto al ribasso da +1,7% a +0,3%. E così le piazze finanziarie del Vecchio Continente oggi si sono svegliate in profondo rosso: Londra cede l’1,27% a 4.854,39 punti, Francoforte arretra dell’1,03% a quota 5.904,32, mentre Parigi perde il 2,03% a 3.375 punti. 


Piazza Affari segue il trend e il Ftse Mib lascia sul parterre l’1,88% a 18.946 punti. “Non vedo presupposti per un rimbalzo nel breve termine”, è il commento di Gianmaria Bergantino di Bank Insinger. I mercati restano quindi sotto pressione e, in questo periodo, anche “i dati macroeconomici, soprattutto quelli americani, non sostengono una risalita delle Borse”, sottolinea Bergantino.


Dopo una partenza in netto ribasso (-2,8%), la Borsa di Madrid ha leggermente risalito la china e adesso cede l’1,64% a 9.111 punti. A sostenerla il buon risultato dell’asta sul titolo di Stato a cinque anni. Il governo di Madrid è riuscito a collocare 3,5 miliardi di euro (l’offerta era di 2,5-3,5 miliardi) e il rendimento è salito al 3,657% dal precedente 3,532%.