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Borse europee all’insegna della cautela, Milano affossata dalle banche

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La volatilità del greggio, in rialzo del 2,2% a 33,44 dollari il barile, favorisce la prudenza sui listini europei. A Francoforte il Dax segna un calo dello 0,97%, il Ftse100 scende di mezzo punto percentuale e il Cac40 arretra dello 0,15%. Secondo quanto dichiarato dal Ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, tra i Paesi facenti parte dell’Opec e quelli al di fuori del Cartello esiste un accordo su una riunione, “e quindi ci incontreremo”.

A livello di singole performance spicca il +6,02% di Syngenta che sarà acquisita da ChemChina per 43 miliardi di dollari. Restando sul listino svizzero, -1,59% di Swatch che ha chiuso il 2015 con un utile in flessione del 21% a 1,12 miliardi di franchi svizzeri. La società rossocrociata ha inoltre annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni fino a un ammontare massimo di 1 miliardo di franchi svizzeri. A Parigi rally per Lvmh (+6,78%) che nell’ultimo esercizio ha registrato ricavi per 35,7 miliardi di euro e un utile delle attività ricorrenti di 6,605 miliardi (consenso di 35,5 e 6,5 miliardi). Entrambi i dati hanno fatto segnare un incremento del 16% rispetto a un anno prima. Il Cda ha proposto un incremento del dividendo dell’11% a 3,55 euro per azione.

Nuovo tracollo delle banche a Piazza Affari dove il Ftse Mib quota 17.767 punti, lo 0,87% in meno rispetto al dato precedente. I ribassi stanno colpendo in particolare la Popolare di Milano (-5,57%), Mps (-5,55%), il Banco Popolare (-9,17%) e Ubi (-6,34%). Su queste ultime due e su UniCredit (-1,99%), Hsbc ha annunciato di aver tagliato il prezzo obiettivo. L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha invece sottolineato che l’accordo stretto tra Italia ed Unione Europea per risanare le sofferenze delle bad bank è positivo “ma insufficiente a innescare da sola un significativo risanamento dei crediti in sofferenza”. In controtendenza Luxottica (+0,65%) in scia della promozione di Exane a “outperform” Mediaset (+1,23%) su cui Jefferies ha avviato la copertura con valutazione “buy”.

Per quanto riguarda i dati macro, a gennaio l’indice Pmi servizi dell’Eurozona elaborato da Markit/Adaci si è attestato a 53,6 punti, in linea con quanto evidenziato dalla lettura preliminare (54,2 punti a dicembre) mentre nell’ultimo mese del 2015 le vendite al dettaglio di Eurolandia hanno messo a segno un incremento mensile dello 0,3% (consenso +0,4%). L’inflazione italiana a gennaio ha segnato un calo dello 0,2% rispetto al mese precedente e un +0,3% nei confronti di gennaio 2015 (a dicembre era +0,1%).