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Borse europee affondate dai bancari

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Quella di oggi è stata una giornata caratterizzata dalle vendite per le Borse del Vecchio continente. La boccata d’ossigeno regalata ieri dalla Fed, che ha portato il costo del denaro al 4,50%, è stata già dimenticata da tutti i principali listini del Vecchio continente, che nella seduta odierna si sono fatti trascinare al ribasso dal settore bancario. In Francia, il Cac40 ha chiuso in ribasso del 2% a 5.730,92 punti, mentre il Dax tedesco ha perso l’1,68% a 7.884,61 punti. In flessione anche il Ftse, che ha lasciato sul parterre della City il 2,02% a 6.586,10 punti. Un segno meno che ha colpito le più importanti blue chip del credito europee, appesantite, prima, dai risultati di Credit Suisse, e poi, dall’avvio in rosso delle contrattazioni di Wall Street e dal tonfo di Citigroup arrivato in scia alla bocciatura di Cibc, che ha sottolineato come sia possibile che il big statunitense decida di tagliare il dividendo o vendere asset. Tra i bancari, lettera per Unicredit (-5,08%), Credit Suisse (-3,72%), Deutsche Bank (-4,08%) e Bnp Paribas (-4,06). Una giornata iniziata con il piede sbagliato sin dalle prime battute. Poco prima dell’apertura dei mercati, Credit Suisse ha annunciato un calo dei profitti nel trimestre. In dettaglio, la compagnia elvetica ha registrato una flessione del 31% dell’utile che si è attestato a 1,3 miliardo di franchi svizzeri, in scia di svalutazioni per 2,2 miliardi legate alla crisi del credito. Un rosso diffuso in Europa, che ha risparmiato Unilever (+4,71%) e Deutsche Boerse (+3,17%). Sono stati i conti trimestrali sopra le attese a dare benzina a entrambi i titoli in Borsa.