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Borse: ecco i settori su cui puntare

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Di fronte alla generale debolezza dei mercati finanziari, innescata dai timori per la crescita economica globale, muoversi e scegliere i titoli azionari che possano garantire guadagni può diventare ancora più difficile. Nessuno ha la sfera di cristallo, ma la casa d’affari UBP, Union Bancaire Privée, suggerisce alcuni settori che potrebbero fare meglio di altri. Ecco l’analisi a cura di Claudio Borrelli, head of equity research di UBP, che suggerisce i settori su cui puntare e perché. 
“Nell’ultimo mese – sostiene Borrelli – l’unico settore a mostrare un trend positivo è stato l’healthcare, che continua a registrare la miglior performance da inizio anno (+11% rispetto al resto del mercato). Siamo ancora positivi su tale settore, specialmente nel contesto attuale, visto il suo profilo difensivo”. Secondo l’esperto, il premio sulle valutazioni continua ad aumentare. L’espansione dei multipli è stata più significativa nel settore farmaceutico, guidata dalle attività di ristrutturazione e di M&A. Il settore farmaceutico, infatti, pur mostrando una crescita degli utili e dei ricavi inferiore rispetto a quella degli altri segmenti del settore healthcare, resta attraente agli occhi di UBP rispetto a quello dei beni di prima necessità. Le stime sugli utili nel settore sono stabili, rispetto a quelle di molti altri comparti che invece hanno subito dei downgrade.
Per quanto riguarda il settore dell’IT, si ricorda che a settembre ci sono stati due eventi rilevanti: la quotazione di Alibaba e la presentazione della nuova linea di prodotti Apple. Il gigante cinese dell’e-commerce è stato in grado di raccogliere circa 25 miliardi di dollari, mentre l’azienda di Cupertino ha presentato il suo ultimo iPhone, uno smartwatch e anche una serie di servizi aggiuntivi (Pay e HealthKit) a completamento del proprio “ecosistema”. “Attualmente – afferma Borrelli – per il settore non vediamo nessuna specifica nuvola nera all’orizzonte che potrebbe farci cambiare la nostra posizione rialzista. Gli indicatori economici del comparto si stanno risollevando, le revisioni degli utili per azione (EPS) sono ancora al rialzo e i livelli delle valutazioni globali sono ben lontani dall’essere preoccupanti”. Tuttavia, probabilmente c’è una cosa da tenere sotto controllo, avverte l’analista: la “nuova” corsa all’oro chiamata cloud computing. Gli investimenti in quest’area stanno letteralmente esplodendo, con i data center che stanno spuntando come funghi in tutto il mondo. I prezzi del cloud computing stanno già calando (-30% a/a) e la sovracapacità è dietro l’angolo. “Solo i player più grandi, come Microsoft e Google, saranno in grado di sopravvivere – sostiene l’esperto – Gli altri, invece (ed Amazon potrebbe rientrare tra questi) o falliranno o verranno acquisiti al di sotto del valore di mercato. Un richiamo al lancio della fibra ottica della fine degli anni ’90?”
Questi due settori sono gli unici su cui UBP mantiene una posizione particolarmente positiva. A settembre, il comparto dei beni di prima necessità ha riguadagnato un po’ di terreno, rivelandosi il quarto in termini di performance da inizio anno. Tuttavia, l’esperto ritiene che tale settore sia poco attraente dal punto di vista delle valutazioni, specialmente considerando le recenti revisioni negative degli utili. Gli EPS forward a 12 mesi continuano a subire revisioni al ribasso (-0,6% rispetto al -0,7% di agosto), mentre le aspettative per una crescita dei ricavi sono leggermente migliori. “Chiaramente – conclude – questo non basta per stabilire un’inversione di tendenza, soprattutto visto le ultime guidance delle imprese principali.
Per quel che riguarda gli industriali, con la pubblicazione dei conti relativi al terzo trimestre alle porte, sembra aumentare la cautela nel comparto, secondo Borrelli, dato che il trend positivo statunitense è stato intaccato dal rallentamento della Cina e dell’Europa. Infatti, nonostante le aspettative per una continuazione delle politiche monetarie accomodanti da parte sia della banca centrale cinese sia della Bce, non ci sono stati miglioramenti dal lato della domanda. Infine, in merito ai finanziari, i downgrade sugli utili hanno reso il settore più caro di quanto non lo sia stato per anni. “A nostro giudizio – dichiara l’esperto – le valutazioni sono tirate, il che implica troppe buone notizie nel breve periodo (crescita dei prestiti, dividendi speciali, operazioni di buyback, ecc.). In Europa, preferiamo aspettare il risultato dell’AQR in corso e degli stress test, piuttosto che esporci al rischio di risultati peggiori delle attese”.