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Borse deboli (ma non affondano) dopo downgrade di Moody’s su big banks, Madrid e Milano le migliori

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La scure di Moody’s che ha colpito 15 big banks mondiali si riflette sulla partenza delle Borse europee. L’agenzia di rating ha declassato 15 colossi bancari: 5 istituti americani (Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup), 1 canadese (Royal Bank of Canada) e 9 europee (Credit Suisse, BNP Paribas, Deutsche Bank, Ubs, Hsbc, Barclays, Societe Generale, Rbs e Credit Agricole). In una nota diffusa nella tarda serata di ieri Moody’s ha spiegato che “tutte le banche declassate hanno una significativa esposizione alla volatilità e al rischio di elevate perdite inerenti alle attività sui mercati dei capitali”.

L’agenzia di rating ha inoltre sottolineato che le prospettive per quanto concerne profitti e crescita si stanno deteriorando guardando al lungo termine. A pesare sull’andamento dei listini continentali anche i deludenti dati macro Usa usciti ieri pomeriggio: l’indice Pmi manifatturiero di maggio si è attestato a 52,9 punti (consensus 53 punti), le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione sono scese a 387 mila con attese a 380 mila, mentre le vendite di case esistenti si sono attestate 4,55 milioni di unità (consensus 4,57 milioni).

Lo sguardo degli investitori è già proiettato verso Roma, dove oggi pomeriggio si incontrano Monti, Merkel, Hollande e Rajoy. Un vertice preparatorio al Consiglio Europeo di Bruxelles del prossimo 28-29 giugno. I quattro leader dovranno cercare di trovare una linea comune da presentare la prossima settimana, aprendo un varco nelle resistenze tedesche.

Le piazze finanziarie più colpite dalle vendite sono Francoforte (Dax -1%), Parigi (-0,95%) e Londra (-0,90%). Madrid è l’unica positiva con l’Ibex 35 che mostra un progresso di oltre mezzo punto percentuale, mentre Piazza Affari limita i danni: l’indice Ftse Mib lascia sul parterre lo 0,30% in area 13.700 punti, mentre il Ftse All Share arretra dello 0,40% a quota 14.650.