Borse: Clerical Medical, titoli europei alla sfida del rallentamento Usa-2

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La nostra posizione di sottopeso per i titoli azionari statunitensi, resta tale, poiché intravediamo notevoli rischi a valle per il nostro scenario principale di un morbido atterraggio dell’economia statunitense. In particolare, rimane il rischio che le preoccupazioni per l’inflazione possano innescare ulteriori incrementi dei tassi d’interesse, che potrebbero comportare un rallentamento più netto e quindi un impatto negativo più importante sui titoli azionari statunitensi.

Prevediamo che la crescita economica del Giappone acceleri a oltre il 3,0% quest’anno, dal 2,7% del 2005, sostenuta dalla forte domanda interna. Benché l’inflazione abbia sorpreso al ribasso nel mese di luglio, prevediamo ancora che possa raggiungere il suo picco in modo graduale, portando la Banca del Giappone ad aumentare i tassi d’interesse all’1.00% nei prossimi 12 mesi.
Tuttavia, la crescita delle esportazioni del paese potrebbe frenare ulteriormente, poiché la crescita dell’economia statunitense sta rallentando visibilmente ed è probabile che la Cina sia costretta a intraprendere misure più rigide per evitare un surriscaldamento dell’economia. Perciò, manteniamo una posizione neutrale per quanto concerne le prospettive relative ai titoli azionari giapponesi.

Prevediamo che l’attività economica della regione resti forte nel 2006, sostenuta dal vigore dell’economia cinese. Benché la forte crescita degli investimenti di capitale della Cina possa portare a un eccesso di capacità produttiva industriale, prevediamo che le autorità faranno il possibile per evitare i problemi prima che inizino le Olimpiadi di Pechino 2008 e il World Expo di Shanghai del 2010. Nel frattempo, il governo cinese sta promuovendo la domanda di beni di consumo, quale elemento trainante della crescita e, in questa direzione, sono stati fatti dei passi avanti. La Cina continua ad esercitare un influsso inflazionistico sulle materie prime, mentre una recente indagine ha evidenziato che i prezzi di produzione del paese stanno iniziando a salire.
Benché sia probabile che la solida crescita economica sostenga i titoli azionari asiatici, restiamo neutrali verso i mercati di questa regione, poiché il rallentamento della crescita negli Stati Uniti potrebbe colpire la crescita degli utili societari andando avanti.

Il nostro atteggiamento neutrale di assegnazione di consistenze verso i titoli obbligazionari, resta tale. Nella classe delle consistenze, continuiamo ad avere una posizione di sovrappeso verso i titoli societari o quelli di stato di elevata qualità, in cui la volatilità è in linea di massima più bassa. Nel frattempo, continuiamo a mantenere posizioni di sottopeso nei titoli obbligazionari ad alto rendimento e verso l’indebitamento dei mercati emergenti. Con gli spread a livelli estremamente bassi, non vediamo alcun valore consistente a lungo termine in quelle classi di consistenze. (fine) A cura di www.fondionline.it