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Borse caute prima dei verbali Fed, ma i Paesi emergenti temono una fuga di capitali

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Investitori, analisti e esperti di Borsa si preparano a leggere tra le righe i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, che verranno pubblicati in serata. L’obiettivo è scoprire qualcosa in più sull’ormai famoso “tapering”, ovvero il cambio di politica monetaria della Banca centrale Usa che porterà ad un ridimensionamento del piano di acquisto titoli da 85 miliardi di dollari al mese. Una svolta resa necessaria dalla ripresa dell’economia a stelle e strisce, come confermato dai dati sul mercato del lavoro e sull’immobiliare. L’importante sarà capire quando la Fed inizierà a ridurre il ritmo degli acquisti: c’è chi parla già a settembre, mentre tutti danno per certo un ridimensionamento comunque entro la fine dell’anno.

I timori maggiori di una svolta nella politica monetaria americana si sono avvertiti nei Paesi emergenti, dove le Banche centrali sono impegnate a scongiurare il ritorno dei capitali verso i titoli “tradizionali” che dovrebbero ritrovare l’appeal perduto. Uno scossone si è avvertito sul mercato valutario: la rupia indiana è scesa ai minimi storici sul dollaro, quella indonesiana ai minimi dal 2009 per non parlare delle sofferenze del real brasiliano e del rand sudafricano. Le Banche centrali di India e Indonesia sono già intervenute vendendo dollari per cercare di stabilizzare la propria moneta.
 
I più pessimisti iniziano a ricordare lo spettro della crisi asiatica del 1997. Stasera (forse) si saprà qualcosa di più preciso della futura strategia della Federal Reserve e nel frattempo le Borse del Vecchio Continente viaggiano con estrema cautela. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib nel giro di due sedute è tornato sui livelli del 7 agosto con la violazione della soglia dei 17.000 punti. Oggi, dopo un inizio convincente, il paniere guida di Piazza Affari viaggia in lieve rialzo poco sopra i 17.000 punti.
 
Cautela anche sulle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente: a Londra il Ftse 100 cede lo 0,40%, a Francoforte il Dax arretra dello 0,20%, a Parigi il Cac 40 avanza dello 0,10% mentre a Madrid l’Ibex lascia sul parterre lo 0,20 per cento.