Borse asiatiche a nuovi record storici

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Ancora una giornata da ricordare sulle piazze finanziarie del Pacifico. I listini dell’area hanno infatti toccato in giornata i loro nuovi record storici. E’ il caso delle Borse di Hong Kong, Taiwan, Singapore, Australia e Nuova Zelanda. Lo S&P/ASX 200 di Sidney ha toccato un massimo intraday e storico di 6323 punti, così come ha fatto il Kospi coreano a 1581 punti. Buono anche il comportamento di Tokio, che ha chiuso ai massimi dall’11 aprile scorso. Il Nikkei 225, dopo il week end lungo determinato dalla chiusura di giovedì e venerdì per festività ha terminato la sessione a 17669 punti, in rialzo dell’1,6%. Nessun segnale invece dai mercati cinesi di Shenzen e Shanghai, oggi chiusi per festività. Tuttavia l’Hang Seng China Enterprises, l’indice della Borsa di Hong Kong riferito ai soli titoli di società cinesi quotati sul mercato dell’ex protettorato britannico, è segnalato in rialzo di circa due punti percentuali.


 

Il movimento al rialzo è spiegato dagli analisti come conseguenza della buona chiusura di venerdì di Wall Street e della prospettiva che dati sul mercato del lavoro più deboli del previsto negli Usa (in aprile creati 88mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli contro i 100mila attesi) possano indurre la Federal Reserve a mettere mano al livello dei tassi d’interesse procedendo a una loro riduzione.


 


In Giappone a trainare i listini hanno così contribuito principalmente i titoli delle società forti esportatrici negli Stati Uniti, quali i produttori di elettronica di consumo, che potrebbero beneficiare di una manovra di politica monetaria nel loro maggiore mercato di sbocco. Sul mercato australiano sono stati invece ancora protagonisti i gruppi estrattivi e minerari, con rialzi vicini al 3% sia per Bhp Billiton e Rio Tinto. Nella notte si è registrata una decisa ascesa del prezzo del rame, mentre il nickel è salito a nuovi massimi, con un rialzo superiore al 3,5 per cento.

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