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Borse: abbracciare la globalizzazione con uno stock picking attivo

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“Sono finiti i tempi in cui gli investitori potevano permettersi di costruire un portafoglio efficiente basandosi sulla scelta delle migliori aziende operanti nelle singole macro- regioni”, sostiene Charles Burbeck, Head of Global Equities di HSBC

“La maggior parte delle migliori compagnie del mondo hanno adottato un outlook globale. La loro performance è sempre più collegata all’operato delle corporate che operano a livello globale nel settore produttivo di riferimento, e sempre meno correlata alle performance realizzate dai mercati locali e regionali”, ha affermato Charles Burbeck, Head of Global Equities di HSBC e lead manager del Hsbc Global Equity Fund. Secondo il gestore, Toyota rappresenta una caso studio ottimale. Il trend seguito dal titolo Toyota durante gli ultimi quindici anni di quotazione sui listini dimostrerebbe che l’azione ha progressivamente ridotto il suo grado di correlazione con il mercato domestico.

Un confronto del titolo dell’azienda nipponica con l’andamento seguito dai titoli dei principali fabbricanti del settore auto, dimostra che la diminuzione della correlazione è stata molto più sostenuta rispetto all’andamento seguito dai titoli degli altri grandi fabbricanti di auto. La ragione di tale trend può essere facilmente individuata nell’andamento degli utili conseguiti dal colosso nipponico: Toyota realizza la maggior parte dei suoi profitti fuori dai confini giapponesi, grazie al grande successo internazionale ottenuto dalla commercializzazione dei veicoli marchiati Lexus – la luxury brand di Toyota.

L’idea guida del Burbeck pensiero è che in un mondo sempre più interconnesso, il successo degli investimenti dipenda dalla ricerca di quelle società che adottano strategie competitive che abbiano una valenza globale. Per questo motivo, il management di Hsbc dedica un’elevata percentuale del portafoglio a titoli value che vengono individuati, come Toyota, seguendo un approccio che non è limitato alle trasnational holdings. I gestori sono alla continua ricerca di aziende che -pur avendo un raggio d’azione locale o regionale – possono contare su caratteristiche considerate essenziali: valutazioni corrette, un modello di business unico e un’eccezionale propensione alla crescita. Whole Foods Market, un food retailer nordamericano, risponde ai tre criteri richiesti da Burbeck.

Secondo Burbeck, ci sono quattro fattori che gli investitori in azioni possono utilizzare per puntare ad ottenere un’outperform: stock picking, valuta, paese e settore. Burbeck e il team di Hsbc si concentrano quasi esclusivamente sullo stock picking. “Crediamo che lo stock picking nasconda le più interessanti opportunità di guadagno”, spiega il manager, ‘perché ci sono pochi investitori che cercano buone azioni guardando al di là dei confini nazionali o regionali, e questo vuoto rappresenta una buona opportunità per il nostro gruppo di lavoro’. I gestori di Hsbc possono contare su un database che analizza i flussi di cassa di 3.000 corporate.

“Prima di scegliere il portafoglio ideale su cui puntare”, sottolinea Burbeck, “le azioni vengono analizzate con il ricorso a sofisticati risk modelling tools che ci permettono di individuare i titoli con un risk- return profile più promettente”. Il portafoglio definitivo è costituito da circa 100 titoli che rappresentano il meglio del global e regional stock picks. “Il nostro approccio si contrappone alle strategie che puntano sulla creazione di tanti piccoli portafogli regionali per costruire il portafoglio titoli di un singolo fondo” , ha precisato il manager. Secondo Burbeck, è molto importante evitare che i differenti sub- portfolio così creati diano vita ad un investimento che presenta una conflittualità interna deleteria. “La globalizzazione sta assumendo un’importanza fondamentale per tutte le aziende”, conclude Burbec, “ragion per cui sarà sempre meno importante la valutazione della sua localizzazione”. A cura di www.fondionline.it