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Borsa: non interessa a Liu-Jo, alletta Morellato ed è un sogno per Yamamay

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Il dilemma della Borsa affligge le piccole stelle nascenti della moda italiana, ma non tutte pensano di fare il grande passo. E’ quanto è emerso dal convegno organizzato da Pambianco strategie di impresa e da Intesa Sanpaolo e intitolato “Gli scenari futuri della moda e del lusso”, in occasione della prima tavola rotonda della giornata, moderata dal giornalista e conduttore del programma Matrix, Enrico Mentana. Per Marco Marchi, titolare e fondatore di Liu.Jo, azienda il cui fatturato nel 2006 è salito a 154 milioni dai 92 dell’anno prima e il cui Ebitda è cresciuto da 24 a 38 milioni, “l’ingresso in Borsa deve essere legato a una strategia particolare, a un determinato progetto. Credo tuttavia sia importante fare con i mezzi propri, soprattutto in un mercato come il nostro”. Di avviso diverso Massimo Carraro, amministratore delegato di Morellato, l’azienda produttrice di orologi e gioielli che ha recentemente acquisito Sector e il cui fatturato nel 2006 è salito a 132 milioni dai 93 del 2005 e il cui Ebitda è rimasto praticamente invariato portandosi a 23 da 22 milioni di euro. “La prospettiva dei mercati finanziari – ha messo in luce Carraro – ha valore anche in sé e non soltanto in relazione al reperimento di mezzi finanziari. Il controllo del mercato poi è un grande aiuto, perché svolge una funzione di controllo: a volte ci vuole qualcuno che tiri la giacca al managament”. “C’è un progetto di Borsa sul tavolo – ha proseguito l’a.d. di Morellato – non so ancora quando sarà realizzabile ma c’è. Noi in pochi anni siamo diventati il primo gruppo in Italia del nostro settore, ma siamo ancora drammaticamente piccoli. In questo la Borsa potrebbe aiutarci, perché vogliamo crescere per linee interne ed esterne”. Piazza Affari ha il fascino di un sogno per il presidente onorario di Yamamay, che fa capo al gruppo Inticom, il cui fatturato è balzato dai 50 milioni del 2005 ai 69 milioni del 2006, con un Ebitda in ascesa da 9 a 13 milioni di euro. “La Borsa è il mio sogno – ha raccontato Cimmino – ma bisogna che lo sia anche per gli altri partner, non soltanto per me. Magari ci presenteremo al mercato tra tre anni per trasformarlo in realtà ma non è detto: vogliamo fare il passo al momento giusto e con una grande comunione di intenti”.