1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Borsa Mosca e rublo scontano nuove sanzioni Usa e petrolio. Rusal KO: titolo -30%

Sul forex, il rublo è ancora sotto pressione, anche se oggi non c’è nessun crollo. Nei confronti del dollaro si indebolisce a 62,27 (rubli per dollaro), dopo aver testato un …

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Nessun tonfo a Mosca per la Borsa, il rublo e altri asset finanziari russi. Gli investitori globali rimangono tuttavia sull’attenti, e la settimana inizia anche stavolta con gli smobilizzi, in attesa di conoscere le nuove sanzioni economiche che saranno imposte dagli Stati Uniti, dopo quelle dello scorso venerdì, 6 aprile. L’escalation delle tensioni con gli Stati Uniti di Donald Trump, non solo sul piano economico e politico ma anche militare, continua a frenare gli investimenti negli asset del paese, anche se un assist arriva dal presidente Vladimir Putin che, pur criticando in modo netto i bombardamenti in Siria di Usa, Francia e Regno Unito, si è astenuto dal minacciare un intervento russo.

La paura dunque si smorza, come dimostra il trend degli indici della borsa di Mosca, che recuperano terreno dopo che il Moex è sceso fino a -1,3% nelle prime ore di contrattazioni, estendendo le perdite che, nel corso dell’ultimo mese, sono state superiori a -4%.

Simile il trend dell’indice RTS – denominato in dollari -, che nei minimi di giornata ha ceduto fino a -1,2%.

Vittima illustre si conferma invece, per l’ennesima volta, il colosso russo dell’alluminio Rusal, il cui titolo è precipitato alla borsa di Hong Kong a nuovi minimi record, segnando un ribasso fino a -30%.

Alla borsa di Mosca, il titolo ha segnato una flessione superiore a -5%.

Dalle sanzioni di venerdì 6 aprile, le quotazioni del gigante controllato dall’oligarca Oleg Deripaska, magnate colpito direttamente dalle misure punitive di Trump, sono crollate del 56%.

Sul forex, il rublo è ancora osservato speciale. La valuta russa riporta un trend volatile, e registra anche qualche rialzo, in attesa degli annunci su nuove sanzioni contro Mosca. C’è da dire, comunque che, nella settimana terminata lo scorso 10 aprile, le posizioni long sulla moneta sono scese al minimo dallo scorso novembre, stando a quanto riporta un articolo di Bloomberg.

Ma non sono solo le tensioni geopolitiche a preoccupare di nuovo gli investitori, oggi, sul futuro della Russia.

Il rublo sconta anche il calo dei prezzi del petrolio – legato proprio allo smorzarsi, sui mercati globali, dei timori su una guerra in Siria-. Il contratto WTI con scadenza a maggio cede fino a -1,8%, a $66,20, dopo il rally della settimana scorsa, pari a +8,6% circa, che si è confermato il più forte dalla fine di luglio dello scorso anno.

Anche il contratto sul Brent con scadenza a giugno ha perso fino a -1,8%, a $71,29, dopo essere balzato dell’8,2% la scorsa settimana. Sia il Brent che il WTI ritracciano dai record in più di tre anni.

Detto questo, il rublo a oscilla tra i guadagni e le perdite e, dopo essere sceso sul dollaro fino a -0,9%, sale fino a +0,7% a 61,637.