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Borsa Milano, UBS: le azioni da acquistare e quelle assolutamente da evitare in vista del voto

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Con domani, la settimana di contrattazioni a Piazza Affari si chiuderà: ma c’è ancora tempo per muoversi, almeno per chi voglia seguire i consigli di UBS.  

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Quali sono le azioni italiane da acquistare e quali quelle da vendere, in vista del voto sempre più imminente? Con domani, la settimana di contrattazioni a Piazza Affari si chiuderà: ma c’è ancora tempo per muoversi, almeno per chi voglia seguire i consigli di UBS.

Tra le azioni italiane più sicure in vista delle elezioni politiche di domenica 4 marzo, figurano Eni ed Enel, Intesa SanPaolo e Banco BPM, Luxottica e Inwit.

Perchè acquistarle?

La divisione di ricerca del colosso bancario svizzero spiega:

 

Le large cap sono meno esposte a potenziali shock di mercato e caratterizzate da una maggiore liquidità.

Si tratta di campioni internazionali, meno sensibili dunque a potenziali rallentamenti dell’economia italiana che potrebbero verificarsi dopo le elezioni.

In generale le banche beneficiano di norma di un rialzo dei tassi di interesse.

Si tratta di società con bilanci solidi, che soffrirebbero di meno nel caso in cui i tassi di interesse dovessero balzare a seguito di uno shock politico.

UBS sceglie poi un trio di azioni da evitare in vista del voto, a causa dell’esposizione significativa verso l’economia domestica e, anche, per il carico più pesante di debiti con cui fanno i conti. Si tratta di Telecom Italia, della utility Terna, e della società di infrastrutture gas Snam.

 

 

 

 

 

Quattro sono gli scenari paventati da UBS per l’Italia, a seguito del voto di domenica 4 marzo.

  • Una grande coalizione tra il Partito democratico e Forza Italia. In teoria, ciò assicurerebbe la prosecuzione dell’agenda politica attuale e per questo viene considerata tra i risultati delle elezioni più favorevoli al mercato. UBS sottolinea tuttavia che l’aspetto negativo, in questo caso, sarebbe rappresentato dal fatto che, praticamente, il ruolo dell’opposizione verrebbe esercitato quasi interamente dal M5S e dalla Lega.
  • Una coalizione di centrodestra formata da Forza Italia, Lega e altri partiti di estrema destra come Fratelli di Italia. Vista la tendenza dell’ex premier Silvio Berlusconi a sorprendere nelle elezioni italiane, UBS ritiene che questa coalizione sia il risultato più probabile. Tuttavia, a causa delle posizioni ampiamente diverse tra i partiti, specialmente in tema di affari esteri, secondo la banca questa alleanza potrebbe non durare a lungo.
  • Governo guidato dal M5S. Viene ricordato che il partito ha in precedenza promesso di lanciare un referendum sull’euro, alimentando i timori di uno scenario di Italexit dall’Eurozona. Il suo leader, di recente, ha ammorbidito i toni, placando i timori di una rottura dell’Unione monetaria. Il Movimento 5 Stelle potrebbe far fatica a ottenere l’appoggio degli altri partiti: di conseguenza, questa opzione viene considerata da UBS come la meno probabile.
  • Hung Parliament e nuove elezioni. Visto che si prevede che nessun partito riuscirà ad assicurarsi la netta maggioranza, un Hung Parliament  è visto come una probabile opzione. Ciò potrebbe dare il via a nuove elezioni subito dopo quelle del 4 marzo.