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Borsa italiana torna al centro dei rumor sul risiko dei mercati

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Borsa italiana descritta in volo verso il Nyse o alternativamente diretta verso una partnership con Lse. Una ridda di indiscrezioni si è abbattuta nel finale di seduta sul futuro della società che gestisce la borsa milanese. La voce che senza dubbio ha fatto più rumore è quella di una possibile offerta per la società da parte del gruppo Nyse-Euronext, il gruppo nato dalla fusione tra la società che gestisce la storica borsa di New York e quella che organizza gli scambi sulle piazze di Parigi, Bruxelles e Amsterdam. Una prospettiva che prenderebbe le mosse come risposta a un altro rumor circolato in giornata, quello di una trattativa in fase avanzata tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange per una partnership.


 

Borsa Italiana non ha voluto finora commentare le indiscrezioni, ma ciò che appare chiaro è un’accelerazione sulla strada delle aggregazioni dopo che non più di tre settimane fa il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, durante la lettura delle sue Considerazioni finali, aveva rimarcato l’assenza di una precisa strategia di Borsa italiana nel processo di integrazione tra le piazze finanziarie in atto su scala globale.

 


Dopo l’effetto dirompente che l’avvento di Mario Draghi sulla poltrona numero uno di Bankitalia ha avuto sul panorama bancario italiano, una vera e propria foresta pietrificata ai tempi di Antonio Fazio, il richiamo del governatore sembra quindi poter avere la capacità di spezzare un altro incantesimo. “In un contesto internazionale in rapida evoluzione, restano non definite le strategie che Borsa Italiana intende intraprendere: un chiarimento agli azionisti è necessario” aveva dichiarato Draghi.


 


Parole ben accolte dal direttore generale di Intesa Sanpaolo nonché consigliere di amministrazione di Borsa Italiana Pietro Modiano, il quale aveva sottolineato come tutti i richiami agli azionisti da parte del governatore dovessero essere accolti con grande interesse. Prima tuttavia che tali azionisti potessero rimettersi in moto è arrivata l’indiscrezione sulla possibile mossa del Nyse. La Borsa newyorchese aveva più volte in passato cercato di convincere i soci di Piazza Affari a far parte della nuova entità che stava nascendo dall’unione tra Nyse ed Euronext, ma Milano aveva nicchiato di fronte alle ripetute avances preferendo cercare altre strade che tuttavia non hanno portato a risultati concreti. Falliti i tentativi di avvicinamento a Deutsche Boerse e il sogno di un listino paneuropeo accarezzato dal numero uno di Piazza Affari, Massimo Capuano, con il sostegno dei governanti europei, sfumata per l’ennesima volta la possibilità di quotarsi in Borsa, la solitudine di Borsa Italiana potrebbe ora terminare improvvisamente per mano dello straniero.


 


Nella dura lotta per la supremazia sui listini internazionali scatenatasi principalmente tra il Nasdaq e il Nyse sarebbe un colpo molto importante per quest’ultimo che, dopo Euronext e dopo gli accordi con Tokyo consoliderebbe la sua leadership nella corsa all’aggregazione solo pochi giorni dopo che al Nasdaq è riuscito un difficile attracco nel Vecchio continente con il lancio, il 25 maggio, di un’Opa amichevole sull’operatore scandinavo Omx. Da ricordare inoltre la partecipazione come socio di minoranza (30%) del Nasdaq al capitale della maggiore Borsa europea, il London stock exchange.


 

(Marco Barlassina e Alessandro Piu)