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Borsa Italiana e la City danno vita al primo gruppo borsistico europeo

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L’ufficializzazione è finalmente arrivata. I consigli di amministrazione di Borsa Italiana e London Stock Exchange (LSE) hanno, dunque, dato il via libera alla fusione tra due tra le principali piazze del Vecchio continente. Un’intesa che darà così vita alla più importante realtà borsistica a livello europeo.


In dettaglio, saranno due i modelli di business che si fonderanno, coniugando i punti di forza di Borsa Italiana nel mercato azionario italiano, nei derivati, nei securitised derivatives, nei titoli a reddito fisso e nei servizi di posttrading con quelli della City negli strumenti azionari del Regno Unito e internazionali.

Un gruppo capace di sfruttare al meglio – come si legge nel comunicato congiunto diramato dai due gruppi –  le dinamiche macro-economiche e di crescita del mercato azionario nostrano nonché  le diverse peculiarità delle due realtà europee. Un’operazione ben riuscita quella tra Borsa Italiana e London Stock Exchange che creeranno un mercato azionario leader in Europa, con il 48% della capitalizzazione complessiva delle società dell’indice FTSEurofirst 100. Ma non solo. Guideranno anche l’Europa negli scambi elettronici di etf e securitised derivatives.


Tornando ai termine dell’offerta,  agli azionisti di Borsa Italiana – come si apprende in una nota – saranno offerte 4,90 azioni ordinarie di London Stock Exchange per ogni azione ordinaria esistente di Borsa Italiana. Sulla base del prezzo di chiusura delle azioni di LSE del 19 giugno 2007 pari a 1.387p, (considerando il tasso di cambio sterlina/euro alla stessa data: £1=1,4815 euro) l’offerta valuta complessivamente Borsa Italiana 1,634 miliardi di euro, un valore corrispondente a 100,7 euro per singola azione. Sulla base dello stesso prezzo di chiusura e tasso di cambio, il nuovo gruppo è valorizzato 5,8 miliardi di euro.


Un affare che è stato così commentato da Angelo Tantazzi, presidente di Borsa Italiana: “Le due realtà  – spiega il numero uno di Piazza Affari – stanno contribuendo alla creazione di un mercato finanziario europeo, aperto a nuovi partecipanti e proiettato verso una dimensione globale. Riteniamo che questa integrazione sia una reale opportunità di sviluppo per ampliare l’offerta a emittenti, intermediari e investitori, ponendo a fattor comune le competenze sulle quali entrambe Borse hanno finora costruito il proprio successo”.

 

Parole dure sono arrivate, invece, dal Codacons che ha definito l’accordo di fusione tra Borsa Italiana e Lse come “l’ennesimo raggiro per i risparmiatori perché non farà abbattere gli elevati costi di borsa ma li farà rincarare senza produrre quelle propagandate  ricadute positive per i consumatori ed utenti”.