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Borsa: per Equita il mercato si prenderà una pausa, il tempo per digerire gli aumenti

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Aumento di capitale è la parola che più di tutte ha caratterizzato il mese di aprile. A Piazza Affari tutte le big del credito, ad eccezione di Unicredit, hanno colto il pressing di Bankitalia a raccogliere capitali freschi per presentarsi al meglio alle nuove sfide imposte da Basilea 3. Il dado è stato lanciato dal Banco Popolare, che ad inizio anno ha annunciato una ricapitalizzazione da 2 miliardi di euro. Gli altri istituti bancari hanno seguito a ruota il gruppo guidato da Pier Francesco Saviotti: Ubi Banca ha varato un aumento da 1 miliardo di euro, il Monte dei Paschi da 2,4 miliardi, Intesa SanPaolo da 5 miliardi e la Banca Popolare di Milano da 1,2 miliardi. Ma a tenere banco sono stati anche i nuovi timori che si sono abbattuti sulla Grecia e il rialzo dei tassi d’interesse da parte della Bce.
 
Una valanga di notizie che non ha però fatto traballare la Borsa di Milano, visto che l’indice di riferimento Ftse Mib ha registrato ad aprile un rialzo di circa 2 punti percentuali. Una performance messa a segno grazie all’andamento positivo di Wall Street, con lo S&P 500 sui massimi dal giugno 2008 grazie alla earning season oltre le attese, e alla risalita di Tokyo, con il Nikkei tornato questa mattina sopra 10.000 punti per la prima volta dallo scorso 11 marzo, ovvero dal giorno del terribile terremoto che ha devastato il Giappone. Sempre questa mattina, il ministro delle Finanze greco, George Papacostantinou, in un’intervista al quotidiano Liberation ha ribadito che la ristrutturazione del debito di Atene è fuori questione e che una soluzione potrebbe essere una dilazione del rimborso degli aiuti da 110 miliardi di euro targati Ue-Fmi.


Ma dopo questa concentrazione di notizie quale sarà la direzione del mercato? “Le voci sulla ristrutturazione del debito greco, il fisiologico rallentamento della produzione industriale e, per quanto riguarda l’Italia, l’anomala concentrazione di aumenti di capitale delle banche a giugno-luglio – spiega Equita nella nota odierna raccolta da Finanza.com – ci portano alla conclusione che il mercato azionario si prenderà una pausa”. Secondo gli esperti della sim milanese, i fondamentali restano solidi grazie alla crescita degli utili ed a multipli ragionevoli, “ma il mercato non ha secondo noi la forza per fare nuovi massimi, visto che gli investitori dovranno sottoscrivere circa 10 miliardi di euro di nuove azioni emesse dalle banche”.
 
Tradotto: nel breve termine gli aumenti di capitale saranno un freno per i mercati azionari. Una volta digeriti, però, “saranno un catalyst positivo perché eliminano lo sconto per il rischio diluizione e perché aiutano a ridurre direttamente e indirettamente (in virtù di un minore spread sui titoli di Stato) il costo del funding”. Infine, il settore finanziario dovrebbe trarre beneficio anche dal rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea, che secondo molti operatori a fine 2011 arriveranno all’1,75% dall’attuale 1,25%. “Da un punto di vista strategico – conferma Equita – l’evento più rilevante del 2011 è il rialzo dei tassi da parte della Bce e il comparto finanziario è pronto a prendere beneficio”.