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La Borsa cinese recupera nel finale, sventato il grande storno

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Gli argini hanno retto. E al tracollo di ieri è seguito un rimbalzo, anche se non altrettanto vigoroso. Dopo il -7,7% di ieri, l’indice Csi300 ha chiuso con un rialzo del 3,51%, con un clamoroso recupero nella seconda parte della seduta dopo essere giunto nelle prime battute a cedere anche il 7,3%. Fondamentale la ripresa delle contrattazioni alle 7 ora italiana, con il probabile ingresso sul mercato di compratori intenzionati a sostenere il listino.  


 

Prima della pausa di metà seduta le perdite per l’indice si aggiravano intorno ai 5,5 punti percentuali, una flessione che avrebbe portato a 500 miliardi di dollari la capitalizzazione di Borsa bruciata a partire dal 29 maggio, giorno in cui le autorità cinesi hanno triplicato il fissato bollato sulle transazioni finanziarie, dimostrando l’intenzione di frenare la speculazione sul mercato finanziario. 

 

Il mercato si è dunque salvato dall’ondata di panic selling che rischiava di portare le perdite dal 29 maggio scorso fino a quasi il 20%. Che gli effetti della manovra fiscale restrittiva decisa da Pechino siano andati al di là delle attese delle stesse autorità è comunque segnalato dalla posizione presa quest’oggi da un editoriale del China Securities Journal, quotidiano finanziario governativo, che ha ricordato agli investitori la necessità di mantenere una visione di lungo periodo sul mercato azionario, esprimendo la convinzione che quella attuale sia solo una correzione di breve termine.


 

A differenza di quanto accaduto ieri inoltre, la debolezza di Shanghai si è ripercossa, almeno inizialmente, su tutte le piazze finanziarie del Pacifico, che hanno poi recuperato in scia alla piazza cinese. Solo Tokio (+0,45%) ha fatto storia a se’ sostenuta da petroliferi ed estrattivi. A Hong Kong l’indice Hang Seng ha guadagnato circa lo 0,3%, così come il China Enterprise Index, che misura la performance dei titoli di società cinesi quotate sulla piazza dell’ex protettorato britannico, che in precedenza era arrivato a perdere quasi un punto percentuale. Cali inferiori al mezzo punto percentuale stanno interessando le Borse di Australia, Singapore e Malaysia. Forte recupero finale invece per il Kospi coreano e per gli indici di Taiwan, leggermente sopra la parità.

 

(notizia aggiornata alle ore 9.50)