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Boober Italia, il punto d’incontro on line per chi cerca o per chi offre un prestito

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Il fenomeno del prestito sociale (social lending) è ufficialmente sbarcato in Italia. Sulle orme di dell’esperienza maturata nei Paesi anglosassoni, anche nel Belpaese i siti web diventano dei punti d’incontro virtuali tra chi ha bisogno di denaro e chi lo offre in prestito. Come già riportato nell’articolo pubblicato il 21 novembre sul nostro sito dal titolo “Arriva on line il prestito sociale per gli italiani”, questa tendenza, completamente nuova per l’Italia, vede due società impegnate su questo fronte: Zopa, filiazione italiana della medesima azienda attiva in Gran Bretagna, operativa solo su invito e da gennaio 2008 aperta a tutti, e Boober, società olandese che ha creato una joint venture per l’Italia con Centax.


In un’intervista a Manolo Maffeis, consigliere e direttore generale di Centax, abbiamo cercato di capire meglio come funziona Boober. Boober Italia è già attiva e operativa nel nostro Paese da martedì 13 novembre, giorno in cui è avvenuto il lancio del nuovo marketplace on line per il credito. Si è esteso così il sistema dei prestiti peer to peer, che offre a cittadini privati la possibilità di chiedere un prestito o accordarlo senza l’intermediazione delle banche. Boober è infatti una piattaforma automatizzata nata per permettere di risparmiare sui costi legati al credito ed effettuare investimenti con rendimenti elevati.

Portare in Italia un prodotto innovativo che diventi di fatto un canale in più per l’accesso al credito è la motivazione principale che ha spinto Centax a imbattersi in questa sfida poco prima della scorsa estate. “Il nostro intento non è quello di sostituirci alle banche – precisa Maffeis – ma diventare un valida alternativa nel mercato del credito”. Un modo nuovo di gestire il credito che arriva in un momento delicato sia dal punto di vista economico sia per il rapporto degli italiani con il web. Maffeis ha fatto presente che il mercato nazionale non è effettivamente pronto ma l’intento della società è giocare d’anticipo posizionandosi subito sul mercato e facendo conoscere il brand. I ritorni – se ci saranno – arriveranno solo in prospettiva.

In Italia, un “rivale” di Boober c’è già ed è Zopa (attivo solo su invito fino a gennaio 2008). Il direttore generale di Centax ha precisato che sono due realtà diverse “chi finanzia su Boober ha la possibilità di scegliere le singole richieste su cui allocare il denaro, mentre Zopa raccoglie i potenziali investitori e richiedenti ed effettua un incrocio automatico”.

Ma quando si parla di internet uno dei primi dubbi che nascono è proprio sulla questione sicurezza on line. “La nostra sfida è creare una community di persone affidabili – racconta Maffeis – e per sondare questa affidabilità assegniamo a chi richiede un prestito un indicatore di rischio (credit rating) diviso in sei classi, rispettando un merito creditizio di base”.

I risultati di questo nuove servizio? Forti del successo ottenuto dal peer-2-peer lending in Inghilterra, America e Olanda. Boober Italia stima una crescita del portafoglio clienti pari a 15 mila utenti entro il primo anno. Intanto, la crescita in Europa non si arresta ma continua con l’apertura delle attività anche in Germania e in Belgio.

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