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Bond: Treasury e Bund di nuovo a ruba, ma il rally potrebbe avere il fiato corto

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Bond battono azioni. Dopo il difficile 2013 dell’obbligazionario globale – dettato principalmente dalla formale apertura della Federal Reserve, esattamente un anno fa, all’avvio del tapering – quest’anno si sta evidenziando un ritorno dell’appetito verso i bond che stanno offrendo ritorni maggiori rispetto all’azionario. Nonostante Wall Street continui a viaggiare sui propri massimi storici, in questo 2014 la spinta propulsiva dei mercati azionari si è affievolita con il saldo positivo di indici quali S&P 500 e Dax che è limitato a un +2% circa dopo i primi 5 mesi dell’anno. Senza considerare la difficoltà di altre realtà quali Tokyo che dopo i numeri dello scorso anno segna un saldo 2014 negativo a doppia cifra o il Nasdaq in rosso da inizio anno complice la marcata debolezza del comparto social media
A livello di valutazioni, dopo il rally degli ultimi anni, l’equity statunitense viaggia a livelli abbastanza cari con un rapporto price-to-earnings (P/E) corretto per il ciclo sopra le 20 volte per il mercato azionario (indice Russell 1000 al 31 marzo 2014). Valutazioni tirate che non si vedevano dal 2007. L’ultimo outlook di Russell Investment  rimarca come anche le azioni dell’Eurozona presentano valutazioni elevate, mentre i mercati emergenti risultano adeguatamente valutati, con un 30%-40% di sconto rispetto ai mercati sviluppati. 
Bond di nuovo avanti tutta
Differente il discorso per il mercato obbligazionario con l’incertezza geopolitica creata dalla crisi Ucraina e alcune evidenze di rallentamento della crescita che stanno contribuendo al ritorno di interesse verso i titoli di Stato. Neanche il balzo in avanti dell’inflazione Usa ha frenato tale movimento; anzi il rendimento del Treasury statunitense è sceso sotto il 2,5% sui minimi a 6 mesi proprio settimana scorsa in coincidenza con l’ascesa delle pressioni sui prezzi al consumo (+2% annuo ad aprile rispetto al +1,5% precedente). “Tipicamente uno si aspetta rendimenti in ascesa con maggiore inflazione – sottolinea Russ Koesterich, BlackRock’s Global Chief Investment Strategist – invece i rendimenti reali (ossia aggiustati per l’inflazione) continuano a scendere complici diversi fattori tra cui l’incertezza geopolitica e alcune evidenze di rallentamento della crescita”. Da inizio anno le obbligazioni vantano così un saldo positivo del +3,5% circa con rendimento del Treasury decennale sceso di quasi 50 punti base così’ come quello del Bund tedesco che viaggia sui minimi a un anno; ancora meglio i bond periferici con discesa dei tassi sopra i 100 pb per la Spagna e vicini ai 200 pb per il Portogallo e Grecia.  

Il trend positivo dei bond è destinato a confermarsi anche nella seconda metà dell’anno? Koesterich ritiene comunque che nel lungo periodo le azioni, nonostante non siano attualmente a buon mercato, risultino meno costose dei bond. 
“Le obbligazioni americane potrebbero soffrire a causa del rimbalzo della crescita da noi stimato per il Q2 2014 e per l’avvicinarsi della conclusione del tapering”, rimarca l’ultimo report di Exane Derivates che vede anche un aumento della volatilità per le obbligazioni europee in un contesto di maggiore volatilità delle valute (evento che si traduce in un deprezzamento del cross €/$) previsto per i prossimi mesi.