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Bond subordinati Mps: Generali studia conversione, diventerebbe socio forte al 7-9%

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I dettagli del piano Mps per la conversione volontaria dei bond subordinati scaldano il mercato. La prima reazione di ieri è stata un netto passo indietro dell’azione (-10%), mentre i subordinati oggetto di potenziale conversione hanno guadagnato terreno.

Tra i potenziali interessati alla conversione spunta subito un nome eccellente, quello di Generali Assicurazioni. La maggiore compagnia assicurativa italiana, che detiene circa 400 milioni di titoli subordinati Mps, starebbe studiando la conversione che la proietterebbe come azionista forte in Mps con una quota del 7-9%. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore la decisione del leone di Trieste di aderire alla conversione andrebbe di pari passo con l’annullamento dell’impegno in Atlante 2, in cui Generali avrebbe apportato 200 milioni. Cifra che era vincolata al fatto che Mps non avesse dato seguito al progetto di conversione.

Il tema dell’adesione all’offerta sarà probabilmente oggetto di in cda che generali potrebbe tenere a valle dell’assemblea straordinaria di Mps del 24 novembre.

Conversione bond al via a fine novembre
Banca Mps ieri sera ha confermato che intende promuovere l’offerta di acquisto di bond subordinati verso la fine di novembre. Il piano di conversione volontaria coinvolge 11 bond subordinati per un valore complessivo di quasi 4,3 miliardi di euro. Gli aderenti avranno l’obbligo di reinvestire il corrispettivo della conversione nell’aumento di capitale da 5 miliardi di euro predisposto dall’istituto senese.

Nel caso la conversione volontaria dei bond non avesse esito soddisfacente, le banche del consorzio di garanzia dell’aumento di capitale avranno la facoltà di sottrarsi all’impegno di garantire l’eventuale inoptato. La ricapitalizzazione risulta anche condizionata al deconsolidamento dei Npl.

Dilemma per gli obbligazionisti: aderire sì o no? 
Per i bondholder c’è quindi il trade-off fra aderire e assumersi il rischio equity e non aderire con il rischio che il complesso della ricapitalizzazione non vada a buon fine e ci sia il bail-in.
I prezzi di conversione sono fissati all’85% del valore nominale per i bond Tier 1 e al 100% per i bond Tier 2, con l’eccezione di una piccola obbligazione Tier I (Isin XS0180906439 da 28,8 mln di euro) per il cui riacquisto viene offerto il 20% del valore nominale. A seconda dell`emissione il prezzo di offerta implica un premio tra il 25 e il 35%.